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27-06-2011

Stress test anche per le centrali europee extracomunitarie



Stress test anche per le centrali europee extracomunitarie

Tutte le centrali nucleari europee saranno sottoposte a stress test, e non solo quelle dei Paesi dell'Unione Europea. Lo ha annunciato una dichiarazione congiunta firmata dalla Commissione europea e dai rappresentanti degli altri Paesi interessati, al termine di una riunione con il commissario europeo all'energia Günther Oettinger.

I Paesi aderenti sono Armenia, Bielorussia, Croazia, Russia, Svizzera, Turchia e Ucraina. «La necessità di un approccio alla sicurezza condiviso da tutti i Paesi che fanno uso dell'energia nucleare è rafforzata dalla visione attuale che dimostra la natura potenzialmente transfrontaliera degli incidenti nucleari», recita la dichiarazione.

L'accordo specifica che le verifiche non riguarderanno solo i reattori in funzione ma anche quelli in costruzione e quelli progettati. Inoltre i 7 Paesi si sono impegnati a «collaborare a livello multilaterale e con l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Iaea) per discutere di standard di sicurezza condivisi ed elevati e di peer review», cioè le valutazioni dei controlli da parte di esperti pari grado.

Già a marzo Oettinger si era augurato che tutti i Paesi europei si unissero agli stress test decisi dalla Commissione Europea. La Svizzera era stata la prima a dare la propria disponibilità, ed è stata seguita il 23 giugno dagli altri 6 Paesi. Sale così a 196 il totale dei reattori che saranno sottoposti a verifiche: ai 143 dei Paesi membri dell'Unione Europea se ne sono aggiunti altri 53, di cui 32 in Russia, 15 in Ucraina, 5 in Svizzera e uno in Armenia. La Croazia invece non ha reattori sul proprio territorio nazionale, ma possiede metà della centrale nucleare slovena di Krsko, mentre Bielorussia e Turchia hanno avviato un programma nucleare ma non hanno ancora centrali in attività.



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