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MONDO - Sicurezza
06-07-2011
Anche il Giappone sottoporrà le centrali a stress test

Gli stress test sulle centrali nucleari saranno condotti anche in Giappone, il Paese da cui tutto era iniziato. Lo ha annunciato il 6 luglio Banri Kaieda (nella foto), ministro dell'economia, del commercio e dell'industria, aggiungendo che si tratterà come in Europa di verifiche sulla resistenza dei reattori nei confronti di terremoti, tsunami e altre catastrofi naturali.
Kaieda ha specificato che gli stress test comprenderanno alcuni dei criteri stabiliti in Europa, ma anche idee provenienti dalle autorità regolatorie giapponesi e dalla popolazione locale.
Il governo ha più volte ribadito la sicurezza delle centrali giapponesi non danneggiate dal terremoto. Perciò Kaieda ha spiegato che lo scopo principale dell'iniziativa è rassicurare l'opinione pubblica: «Stiamo progettando i test per riguadagnare la fiducia dei cittadini residenti intorno alle centrali. A quel punto potremo anche ricominciare le operazioni in alcune centrali». Attualmente 35 dei 54 reattori giapponesi sono fermi, e la popolazione è preoccupata all'idea di riavviarli.
La prima centrale a ripartire dovrebbe essere quella di Genkai, sull'isola di Kyushu (sud-ovest del Paese), ma proprio il 6 luglio il governatore della regione ha dichiarato che non darà la sua approvazione finché non saranno resi noti i risultati dei test.
Gli stress test sono stati decisi il 21 marzo dall'Unione Europea, ma in seguito si sono aggregati anche gli altri Paesi europei che possiedono almeno un reattore o hanno avviato un programma nucleare: Armenia, Bielorussia, Croazia, Russia, Svizzera, Turchia e Ucraina. La necessità di verifiche sulla sicurezza degli impianti nucleari è stata comunque avvertita in tutto il mondo, e ribadita a giugno dall'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Iaea).
(Nessum commento.)



