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MONDO - Energia
26-07-2011
Altri due anni di ritardo per Flamanville

Ancora un rinvio per il terzo reattore della centrale di Flamanville: l'inizio dell'attività commerciale è slittato al 2016. Lo ha reso noto un comunicato della società EDF, che gestisce tutte le centrali nucleari francesi.
In tutto sale così a 4 anni il ritardo accumulato rispetto al progetto originario. Crescono di conseguenza anche i costi: la stima attuale è di 6 miliardi di euro, quasi il doppio rispetto ai 3,3 miliardi previsti inizialmente. Aumenta così anche il contributo dell'Enel, che partecipa al progetto al 12,5%: la cifra aggiornata è di 750 milioni di euro.
Dopo una serie di rinvii, negli ultimi mesi i lavori sono stati rallentati a causa di due incidenti sul lavoro e dei cambiamenti nei requisiti di sicurezza decisi a livello nazionale e internazionale in seguito all'incidente di Fukushima.
Di fronte a queste difficoltà, EDF ha deciso di introdurre un nuovo approccio organizzativo. Secondo EDF questa decisione, come era successo anche per le altre dilazioni del progetto, è legata al carattere di prototipo del nuovo reattore: sarà il primo e in Francia e il secondo in Europa del modello di terza generazione avanzata EPR, progettato dalla francese Areva. Anche l'altro esemplare in costruzione, quello della centrale finlandese di Olkiluoto, ha subito diversi ritardi. In Cina, invece, nella centrale di Taishan, i lavori per due reattori EPR procedono secondo la tabella di marcia.
Il modello EPR era stato scelto anche dal consorzio Enel-EDF per la nuova tornata di centrali italiane, prima che il referendum fermasse il programma nucleare del governo. Resta forte invece l'interesse in altri Paesi europei: sono previsti 4 reattori EPR in Inghilterra (nelle centrali di Hinkley Point e Sizewell) e uno in Francia, nella centrale di Penly.
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