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16-06-2010

2050: un quarto dell’elettricità mondiale dal nucleare



2050: un quarto dell’elettricità mondiale dal nucleare

Nel 2050 un quarto della produzione mondiale di elettricità potrebbe venire dall'energia nucleare. È il nocciolo della Nuclear Energy Technology Roadmap, pubblicata dall'Agenzia Internazionale per l'Energia (AIE) e dalla Nuclear Energy Agency (NEA), considerando uno scenario che prevede un taglio del 50% delle emissioni di anidride carbonica entro il 2050.

Attualmente la capacità nucleare installata in tutto il mondo è di 370.000 GW, per una produzione annua di circa 20 miliardi di MWh, pari al 14% della produzione globale di elettricità. Secondo la roadamap, la quota potrà salire al 24% se entro il 2050 la capacità salirà a 1.200.000 MW e la produzione a 41 miliardi di MWh: un traguardo che la stessa roadmap definisce «ambizioso ma raggiungibile».

Per raggiungere questo obiettivo, specifica il documento, non sono necessarie particolari innovazioni tecnologiche: gli ostacoli sono piuttosto di natura politica e finanziaria. Per questo la roadmap descrive le tappe necessarie che i governi e le industrie devono intraprendere: la condizione essenziale è una politica stabile sul lungo periodo, insieme al consenso dell'opinione pubblica.

Inoltre dev'essere consolidato, e dove necessario migliorato, il sistema internazionale per evitare la proliferazione nucleare, mentre sarà essenziale portare avanti programmi per la gestione delle scorie di alto livello.

In un secondo momento, lo sviluppo di tecnologie di nuova generazione potrà permettere di costruire centrali in tempi più rapidi e in una più ampia rosa di località, e rendere in definitiva l'energia nucleare sempre più competitiva.

«L'energia nucleare è una delle tecnologie cruciali per arrivare alla produzione di elettricità a basse emissioni di gas serra, insieme all'efficienza energetica, alle energie rinnovabili e allo stoccaggio dell'anidride carbonica», ha commentato Nobuo Tanaka, direttore esecutivo dell'IEA.

«Già oggi il nucleare è una delle principali fonti di energia a beasse emissioni. Se riusciremo a estenderne l'uso potrà giocare un ruolo ancora più importante per la riduzione delle emissioni», ha aggiunto il direttore generale della NEA Luis Echávarri.



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