News
News correlate
Il governo giapponese vuole riavviare i reattori sicuri
I giapponesi non vorrebbero più il nucleare, ma il Paese non può farne a meno
In Giappone vogliono andare avanti con le centrali nucleari
Anche il Giappone sottoporrà le centrali a stress test
MONDO - Energia
30-08-2011
Giappone: torna in servizio un reattore

Ha ripreso la normale attività commerciale il terzo reattore della centrale nucleare giapponese di Tomari (nell'isola di Hokkaido, nel Nord del Paese). L'avvenimento è importante soprattutto da un punto di vista simbolico: finora ben 37 dei 54 reattori giapponesi erano fuori servizio, in parte a causa dello tsunami dell'11 marzo, in parte perché, in seguito all'incidente di Fukushima Daiichi, in tutto il Paese non erano state concesse le autorizzazioni a riprendere l'attività dopo le ispezioni periodiche.
Dei 37 reattori fuori servizio due erano in una fase di test in vista della ripresa dell'attività commerciale: il primo della centrale di Ohi e appunto il terzo di Tomari. Altri 11 reattori, pronti a riprendere l'attività, sono rimasti spenti per decisione delle autorità locali, preoccupate della reazione dell'opinione pubblica traumatizzata dall'incidente di Fukushima.
Il terzo reattore di Tomari, del modello ad acqua pressurizzata da 912 MW, era stato fermato per un'ispezione programmata il 5 gennaio 2011, ed era pronto a riprendere l'attività già il 7 marzo. Dopo lo tsunami dell'11 marzo, la decisione sul riavvio è stata congelata; il via libera è arrivato ora dal governatore di Hokkaido, Harumi Takahashi in seguito agli stress test condotti con successo fino al 10 agosto, e la produzione di elettricità a scopo commerciale è ripresa il 17 agosto. La società che gestisce la centrale, Hokkaido Electric, ha dichiarato che inizierà ora la seconda fase degli stress test, che terminerà entro la fine del 2011.
Il riavvio del reattore è un segnale di ripresa per il Giappone, ma la situazione energetica resta difficile, con solo 18 reattori su 54 in attività. L'impatto sul mercato dell'energia potrebbe essere grave: nello scenario peggiore il consumo di gas potrebbe salire di 800.000 tonnellate al mese e quello di carbone di 1,6 milioni di tonnellate al mese, con costi di circa 10 miliardi di dollari all'anno.
Per questo, il 26 agosto, il Parlamento ha approvato una nuova legge che prevede grandi investimenti in favore delle fonti rinnovabili. L'obiettivo è aggiungere 30.000 MW di energie rinnovabili nei prossimi 10 anni. Subito dopo il voto il primo ministro Naoto Kan si è dimesso, come aveva annunciato in precedenza: la popolarità del governo è crollata a causa dell'incapacità di gestire adeguatamente la crisi di Fukushima.
Il suo successore, l'attuale ministro delle finanze Yoshihiko Noda, ha già dichiarato che seguirà la politica di Kan verso una riduzione della dipendenza dall'energia nucleare, ma senza abbandonarla del tutto, come aveva invece affermato Kan in una dichiarazione rilasciata a titolo personale.
Paolo Gangemi
(Nessum commento.)



