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MONDO - Uranio e combustibile
02-09-2011
Ancora buone notizie sul fronte dell’uranio

Prosegue il momento positivo per l'industria mineraria dell'uranio: le buone notizie arrivano da tutto il mondo, dagli Stati Uniti all'Ucraina, dalla Svezia all'Australia, dal Kazakistan alla Namibia.
La produzione della miniera di Inkai, in Kazakistan, passerà da 1500 a 2000 tonnellate all'anno, grazie a un accordo firmato dalla società canadese Cameco con la società statale kazaka Kazatomprom: le due società partecipano al progetto con il 60% e il 40% delle quote rispettivamente.
In Svezia, le nuove stime sul giacimento di Häggån, di proprietà dell'australiana Aura Resources, hanno più che raddoppiato la quantità di uranio: da 111.930 tonnellate a 242.710 tonnellate.
Stime al rialzo anche in Australia, dove le risorse stimate della miniera di Carley Bore sono aumentate del 40%, arrivando a circa 5000 tonnellate. Sempre in Australia, il governo del Territorio del Nord ha approvato la costruzione di un tunnel esplorativo nella miniera di Ranger 3 Deeps. Il tunnel, che sarà realizzato dalla società australiana Energy Resources, avrà un costo di 90 milioni di euro; i lavori saranno avviati nel maggio 2012.
L'Ucraina intanto ha iniziato l'estrazione di uranio nella miniera di Novokonstantinovskoye (nella regione centrale del Paese). Secondo i piani, la produzione del 2011 sarà di circa 170 tonnellate: insieme a un incremento della produzione nelle altre miniere, contribuirà a portare il totale nazionale a 1000-1050 tonnellate, circa il 20-25% in più rispetto al 2010. Sul lungo periodo, il traguardo della produzione di uranio è fissato in 5000 tonnellate all'anno intorno al 2020 e 6000 tonnellate nel 2030.
Si avvicina la realizzazione di una nuova miniera anche negli Stati Uniti: la società Uranium Energy ha ricevuto l'autorizzazione definitiva a livello statale per avviare i lavori della miniera di Goliad (Texas). Più vicino anche lo sfruttamento del giacimento di Lost Creek (Wyoming): le autorità statali e federali hanno stabilito che il progetto della società Ur Energy è ammissibile dal punto di vista delle risorse idriche. Ora manca solo il permesso finale ad avviare le attività minerarie.
In Namibia, infine, la società australiana Paladin Energy ha stanziato 100 milioni di euro per potenziare la miniera di Langer Heinrich: l'obiettivo è aumentare la produzione annua da 1425 a 2000 tonnellate di uranio.
Paolo Gangemi
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