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MONDO - Energia



06-09-2011

Allacciata alla rete la prima centrale iraniana



Allacciata alla rete la prima centrale iraniana

La centrale nucleare iraniana di Bushehr, sulla costa del Golfo Persico (sud del Paese) ha iniziato il 4 settembre a immettere elettricità nella rete nazionale. Lo ha annunciato la società russa AtomStroyExport, che ha costruito l'impianto.

È la prima centrale nucleare commerciale in attività nel Paese, e in tutta l'area che va sotto il nome di Medio Oriente: diversi Paesi della regione, come Israele, Siria e lo stesso Iran, dispongono di reattori nucleari, usati però per la ricerca e non adibiti alla produzione di energia elettrica a scopo commerciale.

Il reattore di Bushehr, del modello russo ad acqua pressurizzata VVER-1000, ha una potenza di 1000 MW, ma sta lavorando al momento in modalità sperimentale su scala ridotta, a 65 MW. Salirà a 400 MW entro il 12 settembre, quando è prevista una cerimonia, e alla piena potenza entro la fine di novembre o l'inizio di dicembre.

Nel comunicato dell'AtomStroyExport la centrale viene definita «un progetto senza paragoni al mondo», perché la tecnologia russa si è dovuta adattare a una struttura prevista per un impianto di un altro tipo: la costruzione era stata avviata dai tedeschi negli anni Settanta durante il primo programma nucleare del Paese, poi interrotto, e ripresa poi dai russi nel 1994.

In base a un accordo firmato nel 2005, il rifornimento di uranio è assicurato dalla Russia. Dopo l'uso, il combustibile esaurito tornerà in Russia, per impedire ogni possibilità di arricchimento dell'uranio a scopo bellico. Le operazioni saranno comunque supervisionate dall'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Iaea), che ha anche sorvegliato tutte le fasi della costruzione del reattore.

Anche gli Stati Uniti, che avevano criticato l'appoggio della Russia al programma nucleare iraniano, hanno riconosciuto che la centrale di Bushehr non rappresenta un pericolo per la proliferazione nucleare: secondo l'amministrazione Obama l'impianto è anzi la prova che l'Iran non ha bisogno di portare avanti progetti autonomi per l'arricchimento dell'uranio, potendo disporre del combustibile russo.



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