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14-09-2011

Il nucleare è competitivo e continuerà a crescere nel mondo



Il nucleare è competitivo e continuerà a crescere nel mondo

L'incidente di Fukushima non fermerà la crescita globale dell'energia nucleare. Lo hanno ribadito recentemente vari protagonisti del panorama energetico internazionale: Yukiya Amano, direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Iaea), Jean-Pol Poncelet, direttore generale del Fortaom, l'associazione che rappresenta l'industria nucleare europea, e Maria van der Hoeven (nella foto), nuovo capo dell'Agenzia internazionale per l'energia (Iea). E lo conferma un rapporto della Nuclear Energy Agency (Nea) dell'Ocse, l'organizzazione dei paesi industrializzati.

In un discorso tenuto nella sede dell'Iaea a Vienna, Amano ha affermato che il numero dei reattori in attività in tutto il mondo, pari oggi a circa 430, arriverà nel 2030 a una cifra compresa fra 520 e 780. «Il grosso di questa crescita è attesa nei Paesi che hanno già centrali nucleari in funzione, soprattutto in Asia: la Cina e l'India resteranno i centri principali di questa nuova espansione», ha aggiunto Amano.

Il direttore generale ha anche sottolineato l'impegno dell'Iaea per ristabilire la fiducia nel nucleare da parte dell'opinione pubblica di tutto il mondo: «La cosa più importante è assicurare la trasparenza, costruire la fiducia e soddisfare le aspettative del pubblico».

Il sostegno al nucleare non viene solo dai rappresentanti del settore, ma in generale dalle associazioni internazionali nel campo dell'energia. «Se vogliamo veramente andare verso un futuro a basse emissioni di gas serra ci sono due modi: il nucleare e le fonti rinnovabili», ha dichiarato Maria van der Hoeven, che però ha aggiunto: «La domanda che bisognerebbe porre a tutti i governi e i Paesi che vogliono dire addio al nucleare è: "Quanto sono convenienti le energie rinnovabili? Quanto sono diffuse oggi? Come si potrà accelerare la loro crescita?"». La conclusione è chiara: «In futuro ci sarà ancora spazio per il nucleare».

Completamente d'accordo Poncelet, che è intervenuto a una conferenza organizzata da Eurelectric, l'associazione che rappresenta l'industria dell'elettricità europea: «Il punto è che, nonostante il disastro giapponese, i benefici a lungo termine del nucleare per il fabbisogno energetico dell'Europa rimangono. Il nucleare è competitivo e continua a offrire sicurezza energetica con basse emissioni di gas serra».

La competitività dell'elettricità ricavata con l'energia nucleare è confermata dal rapporto "Carbon Pricing, Power Markets and the Competitiveness of Nuclear Power" della Nea. Nel periodo che va dal 2005 al 2010 l'energia nucleare è stata altamente competitiva in Europa, e lo sarà ancora di più dopo il 2012, quando si faranno sentire i prezzi sulle emissioni di anidride carbonica.

Il rapporto ha preso in esame tre parametri: il prezzo del carbone e del gas, il costo degli investimenti nelle centrali e lo sviluppo delle tecniche di cattura e stoccaggio dell'anidride carbonica (CCS). Se anche solo uno di questi fattori gioca in favore del nucleare, allora la costruzione di nuove centrali sarà conveniente anche rispetto al gas. Il carbone, poi, risulta non competitivo in qualunque combinazione degli elementi considerati.

Paolo Gangemi



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