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19-09-2011

Da dove viene la paura del nucleare



Da dove viene la paura del nucleare

Ogni incidente legato al nucleare suscita un'eco gigantesca nei media, e fortissime emozioni nella popolazione. Nella centrale di Fukushima non è morto nessuno a causa delle radiazioni, eppure ha avuto molto più risalto rispetto al terremoto e allo tsunami che hanno ucciso oltre 20.000 persone. L'esplosione avvenuta a Marcoule (Francia) il 12 settembre è stata presentata dai giornali come un'ennesima conferma dell'insicurezza dell'energia nucleare, anche se non si è trattato di un incidente nucleare. Perché tanta paura?

Se ne è parlato a Milano il 15 settembre, in occasione dell'incontro "Nucleare: nuove prospettive e nuove responsabilità", promosso dall'Euresis e dalla Fondazione EnergyLab presso il centro culturale Milano. L'ospite d'onore Hans Blix (nella foto), ex direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (IAEA), è stato presentato e introdotto da Silvio Bosetti, direttore generale della Fondazione Energy Lab, e Marco Ricotti, ingegnere nucleare al Politecnico di Milano e membro dell'Agenzia italiana per la sicurezza nucleare.

Nel corso del suo intervento Blix ha analizzato il tema delle paure dell'energia nucleare da parte dell'opinione pubblica. Secondo Blix non si possono incolpare i mezzi di informazione: «I giornalisti sanno che la gente vuole sentire parlare degli incidenti nucleari, e ne parlano». La causa va ricercata quindi a monte, nella psicologia della popolazione. E Blix la individua in un'emozione irrazionale: «Le radiazioni sono percepite come qualcosa di soprannaturale, di "cattivo". Se sento un boato mi rendo conto che c'è stata un'esplosione, se vedo un bagliore capisco che c'è un incendio. Perfino dei raggi ultravioletti possiamo accorgerci con i nostri sensi, quando ci ustioniamo stando al sole». Invece le radiazioni non si vedono e non si sentono. Questo non vuol dire che siano soprannaturali: «Sono qualcosa di assolutamente naturale, che sappiamo anche gestire. Un coltello può essere usato da un macellaio per tagliare la carne, ma può anche uccidere. E lo stesso vale con l'energia nucleare: può essere pericolosa, ma dipende da come la si gestisce».

La conclusione di Blix è che le emozioni delle persone, anche se irrazionali, sono reali, e bisogna tenerne conto quando si affrontano temi molto sentiti come l'energia nucleare: «Agli esperti spetta il ruolo di educare e informare il pubblico, una missione in cui per ora hanno fallito».



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