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MONDO - Energia
21-09-2011
Russia e Cina collaborano alle centrali galleggianti

La collaborazione industriale fra Russia e Cina si estende a settori sempre nuovi: l'ultimo è quello delle centrali nucleari galleggianti. Lo ha affermato Sergei Kirienko (nella foto), direttore generale della società nucleare statale russa Rosatom, dopo un incontro organizzato a Mosca il 15 settembre da una commissione congiunta sulle questioni nucleari: «I nostri partner cinesi hanno dimostrato un grande interesse nel nostro progetto».
Le centrali nucleari galleggianti sono reattori nucleari montati su grandi navi: un modo per trasportarli anche a grande distanza e fornire energia elettrica a città o regioni isolate e non collegate alle reti.
La Russia è all'avanguardia in questa tecnologia: la prima nave, l'Akademik Lomonosov, è stata varata a San Pietroburgo il 30 giugno 2010, e sono ora in corso i lavori sulla parte nucleare. Sarà dotata di due reattori del tipo KLT-40S, simili a quelli usati nella flotta nucleare russa, composta da imbarcazioni militari e navi rompighiaccio: la differenza sarà che l'energia prodotta dai reattori non sarà destinata alla propulsione delle navi stesse, ma a rifornire di elettricità la popolazione. La destinazione sarà la località di Viljuèinsk, nell'estremo oriente russo.
Oltre che in Cina, le centrali galleggianti russe hanno suscitato interesse in vari Paesi: l'Indonesia, che sta valutando l'opportunità di avviare un programma nucleare, potrebbe scegliere come partner la Russia, proprio per l'opportunità di dislocare una centrale in mare.
Anche negli Stati Uniti questa possibilità è oggetto di riflessione: Panos Prevedouros, professore di ingegneria civile all'Università delle Hawaii, l'ha proposta come misura di sicurezza dopo l'incidente di Fukushima: anche in caso di terremoto una centrale galleggiante non subirebbe danni. A differenza di quelli russi, i reattori a cui pensa Prevedouros sarebbero montati su piattaforme offshore: quindi non pensati per le zone remote ma per la zone costiere densamente abitate. In pratica sarebbe un modo per collocare un reattore al largo della costa anziché sulla terraferma.
(Nessum commento.)



