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ITALIA - Industria/economia
17-06-2010
Non c’è due senza tre?

All'inizio c'era la cordata Enel-EdF, quella ormai considerata "canonica", che costruirà i primi 4 reattori italiani. Il 7 giugno ha preso il via la seconda cordata, formata dalla società francese GdFSuez e dalla tedesca E.ON: l'obiettivo del piano nazionale di ricavare dall'energia nucleare il 25% dell'elettricità italiana presuppone infatti la presenza di almeno 8 reattori.
A questo progetto sembrava interessata anche la società italiana A2A: «Questa seconda cordata potrebbe parlare anche italiano», aveva affermato il numero uno Giuliano Zuccoli (nella foto). Ora però un articolo di Carlo Maciocco, della redazione di Quotidiano Energia, riferisce una nuova possibilità: l'azienda lombarda potrebbe cambiare idea e lanciare una terza cordata.
Secondo Maciocco, uno dei motivi è che il consorzio franco-tedesco, anche con la partecipazione di A2A, sarebbe troppo poco "italiano". Un secondo motivo è di ordine tecnico. La seconda cordata all'inizio sembrava puntare sul reattore americano di terza generazione avanzata AP-1000, prodotto dalla Westinghouse (società che vanta una lunga collaborazione con Ansaldo).
Ora invece E.ON e GdFSuez stanno prendendo in considerazione anche loro il modello francese EPR, quello già scelto da Enel e EdF. In questo modo gli americani sarebbero del tutto tagliati fuori dal nucleare italiano e questo, oltre che ad Ansaldo, dispiace secondo Maciocco anche allo stesso governo italiano.
Da qui l'idea di A2A di una terza cordata: i partner sarebbero, oltre a Westinghouse, la spagnola Iberdrola e un'importante società americana di cui non è stato fatto il nome. Dovrà essere abbastanza importante da fornire il grosso della tecnologia nucleare, lasciando spazio però all'"italianità" del consorzio, con la benedizione dei rispettivi governi.
(Nessum commento.)



