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MONDO - Sondaggi e consultazioni
23-09-2011
Pennsylvania: la popolazione dice la sua sulle centrali

La centrale nucleare di Limerick, in Pennsylvania, è stata oggetto il 22 settembre di due incontri aperti al pubblico: la discussione verteva sul prolungamento dell'attività dei due reattori della centrale.
È un esempio dell'approccio partecipativo usato negli Stati Uniti, e in altri Paesi avanzati, per gestire le questioni più delicate per l'opinione pubblica: consiste nel coinvolgere attivamente la popolazione locale fin dalle prime fasi del processo decisionale. In questo modo si evitano le manifestazioni di protesta, si argina la sindrome Nimby (not in my back yard) e si arriva spesso alla soluzione migliore per tutte le parti coinvolte.
I due incontri fanno parte di un processo di consultazioni che andrà avanti almeno fino alla primavera del 2013. L'approccio partecipativo infatti può richiedere molto tempo, ma comunque meno di quello sprecato in progetti imposti dall'alto e poi ritirati.
I due reattori di Limerick sono entrati in attività nel 1986 e nel 1990 rispettivamente, e le loro licenze scadono nel 2024 e nel 2029. Per entrambi il rinnovo prorogherebbe l'attività fino al 2049.
Proprio un tale anticipo sui tempi è stato al centro delle domande dei cittadini: alcuni temono che la Exelon, la società che gestisce la centrale, voglia accelerare i tempi per ottenere la proroga prima che vengano stabilite a livello federale norme più severe.
Mike Gallagher, vicepresidente del settore proroghe della Exelon, ha risposto che la richiesta della proroga è stata presentata dopo lunghi e dettagliati studi, per un totale di 290 raccoglitori, 60.000 ore-uomo di lavoro e 30 milioni di dollari (22 milioni di euro) di spese totali.
In generale gli ambientalisti hanno espresso le loro preoccupazioni. Secondo Lewis Cuthbert, presidente dell'Alliance for a Clean Environment, è sbagliato prolungare una tecnologia del Ventesimo secolo quando fra 20 anni le energie rinnovabili saranno molto più sviluppate.
Il consigliere comunale Jeff Chomnuk invece ha riferito di essere rimasto colpito dalla tecnologia avanzata durante una visita alla centrale: un altro esempio dei benefici delle attività per coinvolgere il pubblico.
Anche fra i sostenitori dell'ambiente però c'è chi è favorevole alla proroga: Tim Fenschel, del consiglio di amministrazione della Schuylkill River National Heritage Area, ha apprezzato il contributo della Exelon per migliorare la qualità dell'acqua della zona e per salvaguardare i siti di interesse storico.
Altri cittadini si sono detti preoccupati dell'invecchiamento dell'impianto. «La centrale funziona in modo sicuro, e continuerà a farlo. Abbiamo investito 200 milioni di dollari (147 milioni di euro) per gli ammodernamenti, più altri 40 (29 milioni di euro) per la sicurezza», ha risposto Bill Maguire, vicepresidente dell'impianto.
Eileen Dautrich, della locale camera di commercio, ha sottolineato invece i benefici economici, sia in termini di occupazione sia di indotto. È d'accordo una parte della cittadinanza: John McGowan ha affermato che «abbiamo bisogno dell'elettricità sicura e affidabile della centrale nucleare. L'unica fusione che mi preoccupa è quella della nostra economia, che avverrebbe di sicuro se la centrale chiudesse».
(Nessum commento.)



