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MONDO - Energia
26-09-2011
Prorogata l’attività dei reattori catalani di Endesa

I due reattori della centrale di Ascó (Catalogna) hanno avuto una proroga di 10 anni dal Ministero dell'industria, del turismo e del commercio spagnolo: il ministro Miguel Sebastián ha firmato l'autorizzazione il 22 settembre. Entrambi i reattori resteranno dunque in funzione fino all'ottobre 2021.
La decisione ha tenuto conto del parere favorevole emesso dall'autorità nucleare spagnola, il Consejo de Seguridad Nuclear, che a sua volta si basava sulla valutazione della sicurezza della centrale: i due reattori, come gli altri 6 in attività in Spagna, hanno superato gli stress test decisi a livello europeo dopo l'incidente di Fukushima.
La decisione è stata giudicata «perfetta» dal portavoce in materia di energia del Partido Popular (destra), Javier Gómez Darmendrail. «Non aveva alcun dubbio» in proposito l'associazione nucleare Foro de la Industria Nuclear española. Soddisfatta anche l' AMAC (Asociación de Municipios en Áreas con Centrales Nucleares), mentre si sono detti contrari i gruppi ecologisti, secondo cui i rapporti sugli stress test sono ancora preliminari.
I due reattori di Ascó, del modello ad acqua pressurizzata progettato dall'americana Westinghouse, hanno una potenza di circa 1000 MW ciascuno. Il primo è di proprietà al 100% di Endesa, a sua volta controllata da Enel, mentre il secondo appartiene a Endesa per l'85% e a Iberdrola per il restante 15%.
Endesa possiede in Spagna anche il 36% della centrale di Almaraz (costituita da due reattori da 1.050 MW ciascuno), il 50% di quella di Garoña (446 MW) e il 72% di quella di Vandellós II (1.100 MW). Le ultime due centrali hanno già ottenuto il prolungamento: Garoña (l'impianto più vecchio della Spagna, inaugurato nel 1971) fino al 2013, Vandellós II fino al 2020. Le centrali di Ascó e Vandellós, insieme, soddisfano circa il 50% del fabbisogno elettrico della Catalogna, pari all'8% del totale spagnolo.
(Nessum commento.)



