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MONDO - Nucleare per altri usi



10-10-2011

La Russia punta sui rompighiaccio atomici



La Russia punta sui rompighiaccio atomici

La via artica è la più conveniente per le imbarcazioni dirette dall'Europa dall'Asia e viceversa: una rotta sempre più importante dal punto di vista commerciale. Perciò la Russia ha deciso di sviluppare la propria flotta di rompighiaccio a propulsione nucleare: sta pensando di prolungare fino al 2020 l'attività delle unità attualmente in attività e ne progetta almeno altre tre, forse cinque per le esigenze future.

Le prossime unità saranno di un nuovo modello, dotato di un reattore RITM-200 ad acqua pressurizzata con una potenza propulsiva di 55 MW.  Userà come combustibile uranio a basso arricchimento (meno del 20%) e richiederà un rifornimento ogni 7 anni. Ogni nave costerà 30 miliardi di rubli (700 milioni di euro) e resterà in attività per 40 anni.

Attualmente la Russia è l'unico Paese al mondo dotato di rompighiaccio nucleari: dispone di quattro unità da due rettori (Rossiya, Yamal, Sovetsky Soyuz e 50 Let Pobedy) e due monoreattore (Taimyr e Vaigach). Inoltre la flotta nucleare russa comprende la portacontainer Sevmorput, l'unica al mondo del suo tipo, e cinque imbarcazioni di supporto.

Il Rossiya è appena tornato da una missione di ricerca, in cui ha scortato la nave Akademik Fyodorov nell'arcipelago artico della Terra di Francesco Giuseppe. Il Taimyr  e lo Yamal invece hanno accompagnato la nave cisterna Perseverance, che ha trasportato gas naturale dal porto di Murmansk (nord-ovest della Russia) in Cina.

I rompighiaccio atomici saranno utili anche per un altro scopo: rifornire le stazioni di perforazione nel Mar Glaciale Artico. Saranno una valida soluzione per trasportare il personale e i materiali fino alle piattaforme: l'alternativa aerea è ostacolata dalla mancanza di velivoli adeguati e dalla carenza di infrastrutture. Lo sviluppo dell'esplorazione artica è strategico anche perché è in corso di definizione l'estensione delle acque di competenza fra i Paesi coinvolti (Stati Uniti, Canada, Norvegia, Islanda e Danimarca, oltre alla Russia).

La flotta nucleare russa è di proprietà della RosAtomFlot, a sua volta controllata dalla società nucleare statale Rosatom. Recentemente è stata aperta in linea teorica alle privatizzazioni, ma il presidente della Rosatom, Sergei Kirienko, ha assicurato che resterà in ogni caso sotto controllo pubblico.



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