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ITALIA - Scorie
12-10-2011
Come sarà il deposito italiano di scorie
Per il deposito definitivo di scorie italiano, con l'annesso parco tecnologico, è previsto uno stanziamento di 2,5 miliardi di euro: 0,6 miliardi per la progettazione e la costruzione del deposito, 1,1 miliardi per il parco tecnologico e 0,8 miliardi per le infrastrutture.
Lo afferma il Piano industriale 2011-2015 della Sogin, la società incaricata dello smantellamento degli impianti nucleari in Italia, pubblicato a Roma il 12 ottobre 2011.
«Il deposito nazionale sarà realizzato all'interno di un parco tecnologico, centro di eccellenza italiano, dedicato alle attività di ricerca e formazione per il decommissioning e la gestione dei rifiuti radioattivi», ha dichiarato Giuseppe Nucci, amministratore delegato di Sogin.
Il comunicato stampa della Sogin afferma che «il deposito permetterà di mettere in sicurezza i rifiuti radioattivi prodotti dal decommissioning e dalle quotidiane attività di medicina nucleare, industriali e di ricerca, che ogni anno producono circa 500 metri cubi di rifiuti, oggi custoditi in diversi depositi temporanei sparsi nel territorio italiano».
Più precisamente, «il deposito sarà una struttura di superficie, progettata sulla base delle migliori esperienze internazionali, che consentirà la sistemazione definitiva di circa 80.000 metri cubi di rifiuti di bassa e media attività e la custodia temporanea per circa 12.500 metri cubi di rifiuti di alta attività. Degli oltre 90.000 metri cubi di rifiuti, il 70% proverrà dagli impianti nucleari in dismissione mentre il restante 30% dalle attività di medicina nucleare, industriali e della ricerca. Tra questi rientrano, ad esempio, i rifiuti derivanti da radioterapie e diagnostica».
«Il deposito nazionale è un diritto degli italiani», afferma la Sogin: «La sua realizzazione rappresenta dunque una priorità per l'Italia, garantendo la massima sicurezza per i cittadini e l'ambiente ed eliminando la necessità di immagazzinamento temporaneo sui siti».
La localizzazione del deposito sarà decisa sulla base della carta nazionale delle aree potenzialmente idonee, che a sua volta sarà disegnata in base ai criteri che dovranno essere stabiliti dall'Agenzia di sicurezza nucleare. Anche per questo la Sogin continua a chiedere che l'Agenzia venga messa al più presto nelle condizioni di poter essere operativa.
(Nessum commento.)



