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MONDO - Ambiente e salute
19-10-2011
Norme uguali per tutti sulla protezione dalla radioattività

La protezione nei confronti della radioattività dev'essere uguale per tutti: sia da Paese a Paese, sia fra i lavoratori di diversi ambiti. Lo chiede una proposta formulata dalla Commissione Europea, sulla base di una raccomandazione del 2007 dell'International Commission on Radiological Protection (ICRP).
Finora le direttive europee erano poco vincolanti per gli Stati membri, che disponevano di grande flessibilità nella ricezione delle norme, e soprattutto non erano unificate dal punto di vista della fonte della radioattività: umana e naturale. Secondo la Commissione Europea «Questo ha portato finora a grandi differenze nei controlli effettuati sulle industrie e nella protezione dei lavoratori: una situazione incompatibile con il ruolo svolto dall'Euratom nello stabilire regole uniformi».
La nuova norma rafforzerà la protezione nei confronti della radioattività naturale: attualmente «una buona parte dei lavoratori delle industrie che trattano radioattività naturale ricevono dosi superiori ai limiti fissati per la popolazione generale, ma non godono della protezione riservata ai lavoratori esposti. Questa anomalia non è sostenibile».
In particolare l'attenzione della Commissione si rivolge al radon: «L'esposizione in ambienti chiusi al radon naturale è molto più significativa rispetto all'esposizione a qualunque altra sorgente di radioattività. Recenti studi epidemiologici hanno confermato che l'esposizione al radon può causare il cancro ai polmoni».
Le attività che trattano radioattività naturale comprendono l'aviazione civile le industrie estrattive di qualunque minerale (attualmente rientrano nella protezione solo i lavoratori delle miniere di uranio), gli impianti termoelettrici e geotermici, la produzione di gas, petrolio, cemento, ferro e fertilizzanti.
(Nessum commento.)



