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20-10-2011

Resta alta la fiducia degli americani nel nucleare



Resta alta la fiducia degli americani nel nucleare

Due terzi dei cittadini americani (per la precisione il 67%) sono convinti che le loro centrali siano sicure. Il 62% degli intervistati poi si sono detti favorevoli in generale all'uso dell'energia nucleare per la produzione di elettricità, mentre il 35% sono contrari. Ancora più netto il rapporto fra le opinioni estreme: 28% nettamente a favore contro 13% fortemente contrari.

Sono i risultati di un sondaggio commissionato dal Nuclear Energy Institute e condotto fra il 22 e il 24 settembre dalla società specializzata Bisconti Research.

«Questo sondaggio, come altri effettuati di recente, conferma che una larga maggioranza di americani associa l'energia nucleare a questioni che hanno a cuore, come la qualità dell'aria, l'indipendenza energetica, la fornitura affidabile di elettricità, la crescita economica e la creazione di posti di lavoro», ha commentato Ann Bisconti, presidente della Bisconti Research.

L'effetto Fukushima però non è stato del tutto trascurabile: in un sondaggio analogo condotto a febbraio i favorevoli al nucleare erano il 71% e i contrari i 26%. In sintesi, l'incidente giapponese ha fatto cambiare idea al 9% degli americani. Inoltre, per l'82% degli intervistati, gli Stati Uniti dovrebbero «imparare la lezione di Fukushima e continuare a sviluppare tecnologie nucleari avanzate per venire incontro alla crescita del fabbisogno elettrico nazionale».

Il 67% degli americani accetterebbero senza problemi la costruzione di un nuovo reattore nella centrale più vicina a loro, mentre il 28% no. Anche questo dato è leggermente diminuito: a febbraio le percentuali erano del 76% e del 20% rispettivamente.

Il 59% degli americani sono d'accordo con la costruzione senza indugi di nuove centrali, mentre il 35% sono contrari. Ancora più netto il favore sul lungo periodo: riscuote i 75% di consensi (e il 22% di critiche) l'affermazione «Le società elettriche dovrebbero prepararsi in modo da essere pronte, all'occorrenza, a costruire nuove centrali nei prossimi 10 anni». Sono addirittura l'85% gli americani favorevoli alla proroga delle licenze per le centrali attualmente in funzione.

Neanche le scorie sono viste come un problema significativo: il 66% degli intervistati sono convinti che il combustibile usato possa essere gestito in modo sicuro, e per l'80% andrebbe custodito in depositi temporanei lontani dalle centrali, in attesa di una soluzione definitiva.



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