News
News correlate
La maggioranza degli svedesi sono favorevoli al nucleare
Gli svedesi si confermano filonucleari e vogliono le scorie sotto casa
Svezia: cambiare la legge per costruire nuovi reattori
MONDO - Politica
18-06-2010
La Svezia ha deciso: sì a nuovi reattori

La Svezia, uno dei Paesi più all'avanguardia in tema di sensibilità ecologista, ha deciso: basta con il no al nucleare, sì alla costruzione di nuovi reattori. Il Parlamento svedese ha votato il 17 giugno l'abolizione della legge che vietava la costruzione di nuovi reattori.
La decisione, passata con solo due voti di differenza, è stata sostenuta dal partito di centro al governo, tradizionalmente contrario al nucleare, di cui fa parte il ministro dell'ambiente Andreas Carlgren: «È falso il luogo comune secondo cui il nucleare vada a discapito delle energia rinnovabili. Quindi perché escluderlo?».
La nuova legge prevede che potranno essere costruiti fino a 10 nuovi reattori per sostituire quelli esistenti quando smetteranno l'attività, e dovranno essere costruiti negli stessi siti. Inoltre le società che costruiranno e gestiranno le centrali non potranno avere sussidi dallo Stato e avranno responsabilità illimitata in caso di incidenti.
Nel 1980 gli svedesi, con un referendum non vincolante, si erano pronunciati per la chiusura entro il 2010 di tutti i 12 reattori allora in funzione. Solo due sono stati effettivamente spenti, ma nel frattempo l'opinione pubblica è gradualmente tornata in favore del nucleare: nell'aprile 2004 il 77% della popolazione trovava prioritario limitare le emissioni di gas serra, e solo il 17% era a favore di eliminare il nucleare. Oltre l'80% invece erano favorevoli a mantenere le centrali esistenti, e il 21% anche a sviluppare ulteriormente il settore nucleare. Nel marzo 2005 la percentuale della popolazione a favore del nucleare è salita all'83%. Secondo un sondaggio dell'aprile 2010 sono saliti al 32% gli svedesi che vogliono più reattori.
Oggi la Svezia ha 10 reattori in attività, che forniscono circa la metà dell'elettricità nazionale.
Paolo Gangemi
(Nessum commento.)



