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MONDO - Politica
24-10-2011
Cina e Taiwan firmano intesa sulla sicurezza nucleare

La sicurezza nucleare è più importante delle questioni di politica, interna o estera che si voglia. Almeno è quello che pensano i dirigenti cinesi e taiwanesi: il 20 ottobre i rappresentanti dei due Paesi hanno firmato a Tianjin (Tientsin, nel nord della Cina) un accordo di cooperazione, nonostante le controversie reciproche.
I due Paesi infatti non si riconoscono ufficialmente, e anzi la Cina ritiene che l'isola "separatista" dovrebbe tornare a una sua provincia: per questo dal 1971 Taiwan non fa parte dell'Onu.
Ma, soprattutto alla luce dell'incidente di Fukushima, entrambi i Paesi hanno giudicato che per garantire la sicurezza nucleare vale la pena scendere a patti con il nemico. Le coste sud-orientali della Cina, proprio dove sorge la maggior parte delle centrali cinesi, distano infatti appena 100 chilometri dall'isola di Taiwan, che a sua volta possiede 6 reattori nucleari in attività.
In realtà, l'accordo fa parte di una politica di normalizzazione dei rapporti avviata già da qualche tempo: si inserisce nella settima tornata di trattative fra i due Paesi negli ultimi tre anni. Il vertice però è stato il primo di alto livello organizzato negli ultimi 10 mesi.
L'intesa è stata firmata per la Cina dall'Association for Relations Across the Taiwan Straits (ARATS), e per Taiwan dalla Straits Exchange Foundation (SEF). In base ai termini dell'accordo, ognuno dei due Paesi fornirà all'altro informazioni sulle proprie centrali nucleari, sulle proprie esperienze in materia di sicurezza, sulle normative e sugli standard. Inoltre i due Paesi si impegnano a comunicarsi a vicenda immediatamente ogni incidente nucleare, con i relativi monitoraggi ambientali sulla radioattività, e a collaborare per minimizzare gli eventuali danni.
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