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26-10-2011

I Paesi che chiudono le centrali sono l’eccezione, non la regola



I Paesi che chiudono le centrali sono l’eccezione, non la regola

Alcuni Paesi, in seguito all'incidente di Fukushima, hanno deciso di rinunciare alle centrali nucleari. Ma sono pochi: in generale, anzi, il ricorso all'energia nucleare è destinato ad aumentare.

Lo ha affermato Mohamed El Baradei, ex direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (IAEA), in un'intervista al Wall Street Journal. El Baradei, che nel corso del suo mandato si era anche aggiudicato il Premio Nobel per la pace, oggi è considerato uno dei possibili candidati alle prossime elezioni presidenziali del suo paese, l'Egitto.

El Baradei ha citato la Germania, l'Italia e la Svizzera che, in modi e tempi diversi, hanno deciso un'uscita più o meno graduale dal nucleare. Ha anche sottolineato però che questi casi costituiscono l'eccezione, non la regola: altri Paesi, come Francia, Cina e India, non subiranno modifiche nei loro programmi. In tutto sono 32 i Paesi dotati di centrali nucleari a uso commerciale: l'ultimo ad aggiungersi alla lista è stato l'Iran, nel settembre del 2011.

Inoltre alcuni Paesi che recentemente hanno avviato i propri programmi nucleari stanno continuando sulla strada intrapresa: El Baradei ha fatto l'esempio degli Emirati Arabi Uniti e della Turchia.

Il motivo principale di queste scelte, secondo El Baradei, è la crescita demografica, che a sua volta comporterà entro il 2035 un aumento dell'87% della domanda globale di energia. Questa crescita riguarderà principalmente i Paesi in via di sviluppo: la Cina e l'India stanno progettando di aumentare il proprio parco di centrali nucleari di 5 o anche 8 volte entro il 2022. Il Brasile sta ampliando il proprio programma nucleare, e anche il Sudafrica sta valutando seriamente di farlo. «Questi grandi Paesi, con popolazioni numerose ed economie in crescita, devono affidarsi all'energia nucleare. Non hanno altra scelta», ha affermato categoricamente El Baradei.

Se Fukushima non fermerà lo sviluppo dell'energia nucleare, avrà però effetti importanti sulla gestione della sicurezza: la popolazione è ora estremamente sensibile su questo argomento, i governi seguono l'opinione pubblica e anche l'industria nucleare si sta riorganizzando in questo senso. Secondo El Baradei però ancora non basta: si dovranno garantire agli ispettori dell'IAEA un potere maggiore e un'indipendenza effettiva.



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