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Anche l'Ansaldo si propone per i nuovi reattori romeni
MONDO - Industria/economia
28-10-2011
La Cina è interessata ai prossimi reattori romeni

La Cina, che secondo molti osservatori prenderà nel prossimo futuro la guida dell'industria nucleare mondiale, si starebbe già apprestando a preparare uno sbarco in Europa: la prima tappa sarebbe la partecipazione ai prossimi due reattori in costruzione in Romania.
Si tratta del terzo e del quarto reattore della centrale di Cernavoda (sul Danubio, nel sud-est del Paese), ai quali parteciperà fra gli altri anche l'Enel.
Il 19 ottobre 2011 La China Guangdong Nuclear Power Corporation (CGNPC) ha firmato un accordo confidenziale con la società statale romena Nuclearelectrica per valutare un eventuale investimento. L'intesa è stata firmata nell'ambasciata romena a Pechino da Ion Ariton, ministro romeno dell'economia, della finanza e del commercio, e da Zheng Dongshan, vicepresidente della CGNPC.
L'accordo «fa parte della procedura per selezionare nuovi investitori» nella costruzione dei due nuovi reattori, ha dichiarato il ministro romeno dell'economia, della finanza e del commercio Ion Ariton.
La centrale di Cernavoda, l'unica della Romania, possiede attualmente due reattori del modello canadese Candu ad acqua pesante pressurizzata. Entrati in funzione nel 1996 e nel 2007 rispettivamente, hanno una potenza di 706 MW l'uno, e insieme contribuiscono al 18% dell'elettricità nazionale.
I due nuovi reattori, dello stesso tipo, avranno una potenza di 740 MW ciascuno e costeranno in tutto 4 miliardi di euro. L'inizio dell'attività commerciale è previsto per il 2017: a quel punto la centrale soddisferà il 40% del fabbisogno elettrico romeno. In seguito è prevista anche la costruzione di un quinto reattore.
In origine il progetto prevedeva la partecipazione al 51% della società romena EnergoNuclear, controllata dalla Nuclearelectrica, con quote minoritarie per gli altri investitori: Enel, CEZ, GDF Suez e RWE Power con il 9,15% ciascuna, Iberdrola e la romena ArcelorMittal Galati il 6,2% ciascuna. Nel gennaio 2011 però la CEZ si è ritirata dal progetto, seguita da GDF Suez, RWE e Iberdrola. Oggi quindi Nuclearlectrica possiede una quota dell'84,65%, mentre all'Enel è rimasto il 9,15% e all'ArcelorMittal Galati il 6,2%.
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