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MONDO - Politica
02-11-2011
Anche il Belgio chiuderà le centrali. Forse

A quanto pare anche il Belgio avrebbe deciso di fare a meno dell'energia nucleare. Almeno così è stata presentata la notizia. Ci sono però due precisazioni da fare: la prima è che la decisione era già stata presa nel 2003. La seconda è che il programma è subordinato a una condizione. E non è una condizione da poco: riuscire a sviluppare le altre fonti di energia abbastanza da non rischiare interruzioni del rifornimento elettrico, e in modo sufficientemente economico da non far impennare le bollette.
«Se sarà accertato che non rischieremo interruzioni di elettricità, e che i prezzi non saliranno alle stelle, allora siamo intenzionati ad attenerci alla legge del 2003», ha dichiarato un portavoce del Ministero dell'energia e del clima. Ma non sarà facile: con i suoi sette reattori in attività commerciale il Belgio soddisfa oggi oltre il 50% del proprio fabbisogno energetico.
La decisione è frutto di un accordo fra i sei partiti della coalizione che cercherà di formare il prossimo governo, il primo dopo quasi un anno e mezzo di stallo. Se le alternative energetiche si troveranno e saranno sufficienti, il Belgio chiuderà i primi tre reattori nel 2015, e gli ultimi due nel 2025.
Johan Albrecht, esperto di questioni energetiche e ambientali della società di ricerca Itinera, fa notare che secondo la Creg (Commissione regolatoria dell'elettricità e il gas) belga, per il 2015 le alternative non saranno pronte, «a meno che il Paese non ricada nella recessione, nel qual caso la domanda di elettricità da parte dell'industria diminuirebbe e si potrebbe ridurre la potenza installata totale. Ma se l'economia va bene questo sarà molto difficile».
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