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MONDO - Sicurezza
03-11-2011
Fukushima: nessuna nuova reazione di fissione

È stata smentita l'esistenza di una reazione a catena di fissione nucleare nel secondo reattore della centrale di Fukushima Daiichi: lo ha fatto sapere un comunicato della Tokyo Electric Power Company (Tepco), che gestiva la centrale e ne sta curando la bonifica.
Il 31 ottobre, la Tepco aveva rilevato nel secondo reattore della centrale piccole quantità di xeno 135, un isotopo che generalmente è il prodotto di una reazione a catena di fissione nucleare: la notizia aveva suscitato grandi allarmi per una possibile attività nucleare tuttora incontrollata nella centrale.
Il 3 novembre la stessa Tepco ha spiegato che lo xeno era il risultato di fissioni spontanee senza reazioni a catena: un evento raro in generale, che però si verifica in continuazione nei casi in cui, come nei reattori nucleari, sono presenti grandi quantità di elementi pesanti.
La valutazione è stata possibile sulla base di diverse prove: innanzitutto i dati della temperatura e della pressione non hanno fatto registrare variazioni significative, come invece succede nelle reazioni di fissione a catena. Inoltre erano assenti altri prodotti della fissione a catena, come isotopi di cesio, iodio e molibdeno.
Infine, prima di aver accertato la causa del fenomeno, la Tepco aveva preso per precauzione una misura di sicurezza: aveva immesso nel reattore dell'acido borico, una sostanza che ferma le reazioni a catena. Dato che in seguito le rilevazioni hanno continuato a indicare la presenza di xeno, l'origine non poteva essere una reazione a catena.
In un primo tempo era stata accreditata la versione della reazione a catena, anche a causa di un errore di traduzione: subito dopo la rilevazione dello xeno, e prima dei controlli, la reazione era stata definita «undeniable» (innegabile), mentre secondo l'originale giapponese il termine usato significava che per il momento non poteva essere né confermata né smentita.
(Nessum commento.)



