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08-11-2011
Tuta robotica per i tecnici delle centrali

L'incidente di Fukushima ha dimostrato la necessità per i tecnici nucleari di lavorare, in determinate occasioni, in ambienti altamente radioattivi. In queste condizioni, finora, l'unica barriera protettiva era una sorta di "armatura" di tungsteno, che scherma le radiazioni ma è molto ingombrante e scomoda: pesa fra i 40 e i 60 chili, rendendo molto disagevoli i movimenti dei tecnici.
In loro aiuto viene ora un'invenzione della società giapponese Cyberdyne: una tuta robotica chiamata HAL (Hybrid Assistive Limb), lo stesso acronimo (forse non a caso) del computer superintelligente del film 2001: Odissea nello spazio.
La tuta robotica, alimentata a batterie, è dotata di una serie di sensori grazie ai quali è in grado di captare i segnali nervosi inviati dal cervello del tecnico che la indossa ai muscoli: quando l'uomo sta per compiere un movimento, per esempio con il braccio, HAL lo capisce e aziona un movimento meccanico che muove l'"armatura" di tungsteno in modo solidale con il braccio stesso, con il risultato che il tecnico si muove senza sentire il peso e quindi senza fare fatica.
HAL è il perfezionamento di un'altra tuta robotica, comprendente solo i pantaloni: realizzata dalla Cyberdyne per aiutare a camminare le persone disabili, è già in uso negli ospedali e in altre strutture sanitarie.
«Questo nuovo tipo di tuta robotica sorregge il peso dell'armatura protettiva di tungsteno, e permette a chi la indossa di lavorare sul sito senza sentire il peso», ha dichiarato un comunicato della Cyberdyne. In questo modo, in caso di incidente, «si potrà impiegare personale umano già nelle prime fasi delle operazioni di riparazione».
Paolo Gangemi
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