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MONDO - Formazione/comunicazione
14-11-2011
La centrale di Fukushima aperta ai giornalisti

Per la prima volta dall'incidente dell'11 marzo, l'interno della centrale nucleare di Fukushima Daiichi è stato visitato il 12 novembre da un gruppo di circa 30 giornalisti, sia giapponesi sia occidentali.
Prima di iniziare la "visita guidata", i giornalisti hanno indossato una tuta protettiva, due paia di guanti, due paia di stivali di gomma sopra le scarpe e una maschera per l'ossigeno. Inoltre ognuno era dotato di un apparecchio per la rilevazione della radioattività: all'ingresso della centrale il valore registrato era di 20 microsievert all'ora, molto al di sotto del livello di guardia. All'interno però, vicino ai reattori, si saliva a un millisievert all'ora, un valore alto se si considera che i tecnici nucleari americani sono esposti a circa 5 millisievert all'anno.
Durante il tour, guidato dal ministro dell'ambiente giapponese Goshi Hosono, i giornalisti hanno potuto osservare un panorama caratterizzato, sullo sfondo degli edifici dei reattori scoperchiati, da alte gru ed enormi contenitori dove sono state immagazzinate 90.000 tonnellate di acqua contaminata dalla radioattività. Il terreno intorno era ricoperto da detriti, fra cui addirittura resti di camion lasciati dal terremoto e dallo tsunami che hanno colpito con violenza la centrale.
I giornalisti hanno potuto osservare e fotografare i tecnici impegnati nelle operazioni per riparare l'impianto; l'ultima tappa è stata il centro per le operazioni d'emergenza: una sala spaziosa e sicura, dove i giornalisti hanno potuto seguire una conferenza dopo essersi tolti le protezioni.
Il tour della centrale aveva come scopo principale dimostrare che la situazione sta tornando alla normalità, sia pure con lentezza. «Ogni volta che torno alla centrale trovo che la situazione è migliorata. È merito del duro lavoro dei tecnici», ha affermato Hosono.
(Nessum commento.)



