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Uno spazio europeo per i reattori di ricerca
Come sarà il deposito italiano di scorie
Riciclato dalle bombe russe uranio pari a 16.000 testate
Combustibile anche dal plutonio delle bombe americane
Il Vaticano: l'energia nucleare è per la pace nel mondo
Il Dalai Lama è a favore del nucleare
ITALIA - Formazione/comunicazione
15-11-2011
Parlare di nucleare in Italia, oggi

La rinuncia tramite referendum al nuovo programma nucleare impedirà nel prossimo futuro la costruzione di nuove centrali sul territorio nazionale. Ma questo non vuol dire che in Italia non si parli più dell'argomento nucleare, che anzi nei giorni scorsi è stato al centro di diversi eventi.
Il 10 novembre a Roma, nella sede dell'Enea (nella foto), si è tenuto un incontro per presentare il reattore di ricerca "Jules Horowitz" (JHR), in costruzione a Cadarache (sud della Francia) presso il CEA (Commissariat à l'énergie atomique et aux énergies alternatives).
JHR, finanziato un consorzio internazionale, sarà utilizzato per la verifica della sicurezza delle centrali nucleari di nuova generazione, per la formazione del personale e per la produzione di isotopi a scopi medici. Alle attività del reattore, il cui inizio è previsto per la fine del 2014 e la cui durata è stimata in 50 anni, parteciperà anche l'Enea.
L'11 novembre Giuseppe Nucci, amministratore delegato della Sogin, la società incaricata dello smantellamento delle vecchie centrali italiane, ha presentato a Latina il piano industriale 2011-2015: i punti principali sono la costruzione del deposito di scorie (con annesso parco tecnologico) e la programmazione al 2025 per il completamento della bonifica dei siti nucleari italiani.
Infine, l'11 e 12 novembre, si è tenuto ad Assisi il convegno "Religioni e conversione delle armi nucleari per la pace e lo sviluppo", a cui hanno partecipato esperti del mondo scientifico ed esponenti religiosi.
L'incontro è stato organizzato dal Comitato per la Civiltà dell'Amore, un'associazione che nel 2010 si è aggiudicata il premio "Atoms for Peace" dell'International Institute for Sustainable Peace (IISP).
Il tema al centro del convegno è stato il contributo della scienza e della religione all'uso pacifico delle armi atomiche dismesse dagli arsenali americani e (soprattutto) russi: in base al programma, già da tempo portato avanti da Russia e Stati Uniti, l'uranio e il plutonio contenuti nelle testate vengono riciclati come combustibile per le centrali nucleari.
(Nessum commento.)



