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ITALIA - Politica
18-11-2011
Clini, tanto rumore per nulla

Appena nominato ministro, già suscita polemiche. Ad aver fatto scalpore è stata un'affermazione del neoministro dell'ambiente Corrado Clini: «Il ritorno al nucleare è un'opzione sulla quale bisognerebbe riflettere molto, anche se quello che è avvenuto in Giappone ha scoraggiato. Comunque, di base, la tecnologia nucleare rimane ancora una delle tecnologie chiave a livello globale. È possibile «a certe condizioni». Secondo Clini, insomma, il nucleare «è una tecnologia e bisogna valutarla».
L'opinione del ministro, esposta nel corso della trasmissione di Radio 2 Un giorno da pecora, è stata giudicata da molti come un'intenzione di sovvertire il risultato del referendum e riproporre il programma nucleare italiano.
Lo stesso Clini però ha chiarito, smentendo queste interpretazioni: «Io non ho mai neppure lontanamente pensato che dopo il referendum avesse senso parlare di nucleare in Italia».
In realtà l'affermazione di Clini si riferiva al ruolo dell'energia nucleare nel mondo, vista ancora oggi come un'opzione molto interessante, appunto a certe condizioni: «La mia battuta sul nucleare fa riferimento all'esigenza di considerare che la tecnologia nucleare ha ancora un ruolo rilevante nel sistema energetico europeo e globale. Da questo punto di vista, penso che sia una tecnologia sulla quale si può discutere».
Per attenuare i toni, Clini ha poi spiegato che «si è trattato di un equivoco, probabilmente facilitato dal clima caotico della trasmissione a cui ho partecipato. Mi chiedevano una risposta secca: favorevole o contrario. Ho detto che il tema non poteva essere liquidato in questo modo».
Forse per tranquillizzare i movimenti ambientalisti, che più di tutti avevano criticato vivamente la sua dichiarazione, ha aggiunto: «Sono impegnato da anni nella promozione e nello sviluppo delle energie rinnovabili».
(Nessum commento.)



