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24-11-2011

La radioattività? Nelle sigarette



La radioattività? Nelle sigarette

Vivere vicino a una centrale nucleare è un'eventualità che probabilmente spaventa la maggior parte delle persone. Molte di loro però fumano, senza sapere che la radioattività la assorbono proprio dalle sigarette.

Il fumo di tabacco infatti, oltre a circa 4800 sostanze chimiche dannose, di cui 80 sicuramente cancerogene, contiene anche il polonio 210, un isotopo radioattivo che emette particelle alfa anch'esse cancerogene.

Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista Nicotine & Tobacco Research da alcuni studiosi guidati da Hrayr Karagueuzian, dell'Università della California di Los Angeles. Per arrivare a questa conclusione, gli autori hanno analizzato i documenti segreti delle industrie del tabacco, resi pubblici grazie a un'azione legale.

Gli studiosi rivelano anche che le industrie del tabacco sapevano già dal 1959 della radioattività delle sigarette e dei suoi effetti cancerogeni, e già nel 1964 la causa era stata individuata nel polonio 210, ma avevano insabbiato queste informazioni. Gli effetti cancerogeni delle particelle alfa sono noti addirittura dagli anni Venti.

Non solo: i produttori di sigarette avevano calcolato le quantità di polonio 210 presenti nelle sigarette e in base a questi valori avevano quantificato gli effetti a lungo termine sui polmoni. Karagueuzian e compagni hanno rifatto i conti, e i risultati sono sorprendentemente simili: fra 120 e 138 morti ogni 1000 persone che fumano regolarmente per 25 anni.

Nel 1980 addirittura era stata scoperta una tecnica per rimuovere il polonio 210 dalle sigarette, ma è stata scartata perché avrebbe avuto fra gli altri effetti quello di diminuire la dipendenza dei fumatori dalla nicotina.

Il polonio 210 presente nelle sigarette proviene dalle foglie di tabacco, che lo assorbono in parte dal radon presente in natura, e in parte dai fertilizzanti usati dai coltivatori di tabacco. La sostanza viene poi inalata dai fumatori e finisce nei loro polmoni. L'effetto viene peggiorato dal fatto che le particelle alfa si legano ad altre molecole presenti nel fumo di tabacco, per cui non si disperdono nei polmoni ma si agglomerano a formare dei blocchi: è proprio in corrispondenza di questi blocchi che si formano più facilmente i tumori.

«Tutti pensano che siano solo le sostanze chimiche presenti nelle sigarette a causare il cancro ai polmoni. Ma questi risultati, ammessi anche dall'industria del tabacco, indicano che la probabilità di sviluppare tumori maligni aumenta a causa delle particelle alfa», ha commentato Karagueuzian.

Paolo Gangemi



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