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MONDO - Energia
29-11-2011
La produzione di energia nucleare aumenterà del 18% entro il 2017

Nel 2017 la produzione mondiale di elettricità ricavata dalle centrali nucleari aumenterà di quasi il 18% rispetto al 2010: da 2630 miliardi di kWh a 3100 miliardi di kWh.
La previsione è contenuta nel rapporto "Nuclear Power Industry: A Global Strategic Business Report", realizzato dalla Global Industry Analysts (GIA), società specializzata nelle ricerche di mercato.
Secondo lo studio, le cause di questo andamento sono diverse: la crescita del fabbisogno elettrico, l'aumento del prezzo del petrolio e la necessità di ridurre le emissioni di gas serra, sostenuta anche dalle politiche di molti governi.
Nel 2011 l'incidente di Fukushima ha indotto alcuni Paesi, fra cui il più importante è senza dubbio la Germania, a rivedere i propri programmi nucleari. Se però si guarda allo scenario globale, la crescita del nucleare non sarà fermata neanche dall'effetto-Fukushima.
È l'Asia il motore principale di questa tendenza: per i Paesi in rapido sviluppo, soprattutto Cina e India, l'energia nucleare è una risorsa strategica per garantire la sicurezza del rifornimento di elettricità, a sua volta strumento indispensabile per lo sviluppo sociale ed economico. L'aspetto decisivo, per questi Paesi, è l'assenza di fonti di energia alternative che garantiscano la produzione di elettricità su larga scala, a costi moderati e a basse emissioni di anidride carbonica.
Per il momento il mercato più importante dell'energia nucleare rimane quello degli Stati Uniti, dove però l'incidente giapponese ha portato all'adozione di norme più severe sulla sicurezza, e forse causerà un rallentamento nella costruzione di nuove centrali.
(Nessum commento.)



