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MONDO - Sicurezza
13-12-2011
Blitz di Greenpeace: beffa o bluff?

Il 5 dicembre un gruppo di attivisti di Greenpeace è penetrato all'interno della centrale nucleare di Nogent-sur-Seine, 95 chilometri a sud-est di Parigi. Lo scopo dell'intrusione era «dimostrare la vulnerabilità delle installazioni nucleari francesi, e mostrare quanto sia facile arrivare al cuore di un reattore», secondo la portavoce del movimento ambientalista Sophia Majnoni.
Soprattutto, gli attivisti volevano creare scalpore, e senza dubbio ci sono riusciti: l'episodio ha avuto ampio risalto sui media di tutto il mondo. Più dubbio il successo dell'operazione in termini tecnici, almeno secondo Dominique Minière, capo del programma nucleare di EdF, la società che gestisce tutti i reattori nucleari francesi: la direzione della centrale sarebbe stata informata dello svolgersi degli eventi fin dall'inizio. «Abbiamo visto immediatamente che non erano armati. Appena sono entrati sono stati individuati e seguiti. Avendo a che fare con persone dalle intenzioni pacifiche siamo intervenuti con calma», ha spiegato Minière nel corso di una conferenza stampa, aggiungendo che gli attivisti non sono entrati nel reattore né in altre aree dalla protezione speciale. «Questo evento non deve essere esagerato», ha concluso Minière. D'accordo con lui Pierre-Henry Brandet, portavoce del Ministero dell'interno, secondo cui «in nessun momento c'è stata una minaccia per la sicurezza delle installazioni nucleari».
Tutti i nove membri del gruppo sono stati arrestati dalla polizia francese e rilasciati il giorno dopo sotto controllo giudiziario: dovranno comparire davanti al tribunale il 20 gennaio. Sono accusati di "violazione di locali professionali" e "degrado e distruzione di beni di pubblica utilità" per aver tagliato una griglia per entrare nella centrale.
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