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MONDO - Scorie
15-12-2011
Scorie: a lezione dalla Svezia

Gli investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica non solo servono a far progredire un Paese dal punto di vista sociale e industriale: hanno anche enormi ritorni economici. Lo sanno bene gli svedesi, che vendono all'estero la propria esperienza in materia di trattamento delle scorie nucleari. L'ultimo cliente è il Canada: in base a un contratto firmato il 29 novembre, la Canadian Nuclear Waste Management Organization (NWMO) potrà essere messa a parte delle conoscenze svedesi.
Da parte svedese il contrato è stato firmato dalla SKB International: lo spin-off creato dalla SKB, la società incaricata della gestione delle scorie, proprio con il compito di curare l'esportazione delle tecnologie. Finora ha sottoscritto 350 accordi con circa 30 Paesi, fra cui Regno Unito, Giappone e Corea del Sud.
L'accordo firmato con il Canada riguarda in particolare l'Äspö Hard Rock Laboratory (nella foto), dove si svolge buona parte delle ricerche svedesi sui depositi geologici di scorie. È un laboratorio sotterraneo, costruito in forma di tunnel che collega l'isola di Äspö alla penisola di Simpevarp, dove sorge l'impianto nucleare di Oskarshamn. Ora gli scienziati canadesi potranno sfruttare i risultati provenienti dal laboratorio, ma anche partecipare direttamente alle ricerche.
«Ogni Paese presenta condizioni diverse per quanto riguarda la gestione delle scorie radioattive, per esempio dal punto di vista geologico. Però molti aspetti sono simili per tutti, sia dal punto di vista tecnologico sia della scelta dei siti», ha spiegato Kjell Westerberg, responsabile delle iniziative della SKB International in Canada. «Perciò tutti devono compiere gli stessi passi, e devono gestire la comunicazione con tutti i soggetti interessati, fra cui le popolazioni che dovranno affrontare l'impatto del deposito di scorie», ha aggiunto Westerberg, che ha concluso: «Sono quindi enormi i vantaggi derivanti dallo scambio internazionale di competenze e dal trasferimento di tecnologie sulla gestione delle scorie radioattive».
Mauwa Lauro
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