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18-01-2012

Germania: aumentano le stime dei costi per l’uscita dal nucleare



Germania: aumentano le stime dei costi per l’uscita dal nucleare

Chiudere tutte le centrali nucleari tedesche e sostituirle soprattutto con energie rinnovabili: il progetto del governo guidato dal cancelliere Angela Merkel è ambizioso, ma non sarà a buon mercato, neanche per gli standard della maggiore economia europea. Il costo totale dell'operazione, da qui al 2030, sarà di 1700 miliardi di euro, pari a due terzi del prodotto interno lordo tedesco nel 2011.

La stima è stata fornita all'agenzia di stampa Reuters da Michael Süß (nella foto), consigliere di amministrazione responsabile del settore energia della Siemens, la società che ha costruito tutti gli impianti nucleari tedeschi.

Per arrivare a questa cifra lo studio della Siemens ha preso in considerazione diversi fattori: le linee di trasmissione e distribuzione dell'elettricità, i costi per la gestione e la manutenzione degli impianti, gli investimenti nella ricerca per sviluppare tecnologie di immagazzinamento dell'elettricità e le tariffe che le società elettriche dovranno pagare ai produttori di energie rinnovabili.

Il totale potrebbe scendere a "soli" 1400 miliardi di euro se, come molti ritengono probabile, il Paese deciderà di affidarsi al gas naturale anziché alle fonti rinnovabili come principale alternativa al nucleare: in ogni caso una cifra molto maggiore dei 250-300 miliardi di euro ipotizzati in precedenza da Jürgen Großmann, amministratore delegato della società elettrica RWE.

Süß ha anche dato una risposta semplice alla domanda su chi pagherà questi costi: o i contribuenti o i consumatori. Secondo la Deutsche Energie-Agentur (Dena), l'agenzia tedesca per l'energia, in seguito alla rinuncia al nucleare le bollette elettriche potrebbero aumentare del 20%.



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