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Il Giappone ha ancora bisogno dell'energia nucleare
Il governo giapponese vuole riavviare i reattori sicuri
I giapponesi non vorrebbero più il nucleare, ma il Paese non può farne a meno
In Giappone vogliono andare avanti con le centrali nucleari
MONDO - Energia
20-01-2012
Il Giappone vuole prolungare l’attività delle centrali
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Il governo giapponese è intenzionato a prolungare l'attività delle proprie centrali nucleari, portando da 40 a 60 anni la durata dei reattori: una decisione analoga alle prassi già in uso negli Stati Uniti e altrove. Secondo un portavoce del governo le proroghe saranno concesse solo in casi eccezionali e comunque in seguito a un'attenta verifica delle condizioni di sicurezza secondo gli standard più severi.
La mossa fa parte di un ritorno del governo giapponese a più miti consigli sull'energia nucleare: dopo la reazione emotiva in seguito all'incidente di Fukushima, il nuovo esecutivo guidato da Yoshihiko Noda ha deciso di ridurre la dipendenza del Giappone dall'energia nucleare, ma ne ha ribadito l'insostituibilità. Anche perché un nuovo studio ne ha dimostrato la competitività: se si mettono in conto i costi di Fukushima, i costi aumentano del 51%, ma restano concorrenziali con quelli dei combustibili fossili, dell'energia eolica e di quella geotermica.
Nel frattempo è stato presentato il piano di smantellamento dei primi quattro reattori della centrale di Fukushima-Daiichi, quelli danneggiati dall'incidente dell'11 marzo 2011: la Tokyo Electric Power Company (Tepco), che gestiva la centrale, ha stimato in 30-40 anni il tempo necessario. Le operazioni avranno luogo in tre fasi: la prima per rimuovere il combustibile usato dalle vasche di raffreddamento dei quattro reattori, la seconda per rimuovere il combustibile fuso nel nocciolo dei primi tre reattori, e la terza finalmente per demolire gli edifici.
Attualmente solo 5 dei 54 reattori giapponesi sono in attività: 32 sono fermi per le normali ispezioni periodiche, mentre 17 sono stati spenti in seguito all'incidente di Fukushima o per decisione del governo.
M.L.
(Nessum commento.)



