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ITALIA - Politica



23-06-2010

«Dialogo serio e larghe intese»



«Dialogo serio e larghe intese»

«Aprire un dibattito serio e concreto sull'energia nucleare»: è l'invito lanciato al centrosinistra da Stefania Prestigiacomo, ministro dell'ambiente e candidata implicita al Dicastero dell'energia, rimasto vacante dopo le dimissioni di Claudio Scajola.

Proprio il coinvolgimento dell'opposizione segna una novità rispetto alla politica di Scajola. Secondo la Prestigiacomo le larghe intese - in Parlamento o in una commissione apposita - sono assolutamente necessarie per poter impostare una strategia energetica sul lungo periodo: «Non ha molto senso partire adesso con il nucleare e poi tra qualche anno, con il cambio di governo, bloccare tutto di nuovo».

La mossa è piaciuta a Umberto Veronesi, scienziato di fama, ex ministro della sanità e firmatario della lettera inviata al segretario del partito Democratico Pierluigi Bersani per chiarire che il nucleare non è né di destra né di sinistra: «L'apertura di un dialogo bipartisan sul nucleare è un fatto positivo che mi fa ben sperare», ha dichiarato Veronesi.

Il ministro ha formulato l'appello dal cantiere di Flamanville, dove è in costruzione il primo reattore francese del modello di terza generazione avanzata EPR, scelto anche dalla cordata Enel-EdF per i primi 4 reattori delle nuove centrali italiane: «Siamo venuti con i tecnici della Commissione di Valutazione di impatto ambientale (Via) e abbiamo constatato condizioni di assoluta sicurezza e senza impatto ambientale. Abbiamo visto il livello di sicurezza degli impianti, la serenità delle popolazioni che vivono intorno alle centrali».

Secondo la Prestigiacomo il nucleare è «un investimento per la modernizzazione del Paese»: una scelta «strategica per il futuro del Paese, per la competitività delle aziende e per i benefici ambientali. Non si può fare marcia indietro». Occorre perciò «accelerare per la nascita dell'Agenzia per la sicurezza nucleare, per la quale mancano solo gli ultimi adempimenti burocratici».

Fra i motivi che il Ministero dell'ambiente adduce a favore della scelta nucleare ci sono quelli economici ed ecologici: da un lato il costo dell'energia scenderebbe del 20%, dall'altro ogni centrale permette di risparmiare 9 milioni di tonnellate di anidride carbonica all'anno, come togliere dalla strada 4,5 milioni di automobili. Per avere lo stesso risultato con il fotovoltaico ci vorrebbero pannelli per un'estensione di 20.000 campi di calcio, e con l'eolico 3000 turbine.



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