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No delle Regioni al decreto sui siti nucleari, ma il governo andrà avanti
ITALIA - Politica
24-06-2010
Respinti i ricorsi delle Regioni

La Corte Costituzionale ha respinto i ricorsi delle Regioni contro la delega al Governo in materia di nucleare contenuta nella Legge 99/09: le motivazioni dei ricorsi, secondo i quali la delega non rispetta il Titolo V della Costituzione sulle competenze regionali in merito alla produzione di energia, sono state giudicate in parte infondate e in parte inammissibili.
Le Regioni ricorrenti erano Toscana, Umbria, Liguria, Puglia, Basilicata, Lazio, Calabria, Marche, Emilia Romagna e Molise, mentre il Piemonte, governato dalla nuova giunta di centrodestra dopo le ultime elezioni regionali, ha ritirato il ricorso che era stato presentato dalla precedente amministrazione di centrosinistra.
Soddisfatta Stefania Prestigiacomo, ministro dell'ambiente: «Ora bisogna andare avanti senza indugio per definire le scelte concrete da adottare, i costi e i benefici per i territori e per il Paese».
È d'accordo il ministro per gli affari regionali Raffaele Fitto: «La sentenza della Corte Costituzionale, della quale attendiamo comunque di conoscere nel dettaglio le motivazioni, conferma il principio della competenza nazionale su questioni dalle quali dipende il futuro del Paese nel suo complesso oltre che dei singoli territori».
La Corte Costituzionale dovrà ora pronunciarsi su altri ricorsi delle Regioni: Emilia Romagna, Toscana e Puglia hanno presentato il 15 febbraio un ricorso contro il Decreto legislativo 31/2010 sui criteri per la localizzazione dei siti dove sorgeranno i prossimi impianti nucleari.
(Nessum commento.)



