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MONDO - Scorie
24-06-2010
Francia: inaugurato il primo “crogiolo freddo” per le scorie

Nell'impianto nucleare dell'Areva a La Hague, in Normandia (Francia settentrionale) è stata inaugurata per la prima volta al mondo una nuova tecnica per il trattamento delle scorie ad alta radioattività: la vetrificazione per mezzo del crogiolo freddo.
La vetrificazione consiste nell'immettere le scorie liquide in un crogiolo riscaldato contenente vetro fuso. Una volta raffreddato, il vetro solidifica e diventa una specie di "gabbia" in cui sono inglobate le scorie, rendendone più facile la gestione e riducendo enormemente i rischi di perdite di materiale radioattivo: in questo modo si possono gestire le scorie ad alta radioattività in modo sicuro e stabile sul lungo periodo.
La novità del procedimento dell'Areva sta nell'usare un "crogiolo freddo": una tecnica usata finora per la fusione di metalli speciali e applicata ora alla vetrificazione delle scorie. Anziché fornire calore al crogiolo in cui si trova il materiale da vetrificare, si aumenta la temperatura inducendo nel crogiolo una corrente elettrica. In questo modo si possono raggiungere temperature al di sopra dei 1200 gradi, permettendo di vetrificare una più ampia varietà di scorie e in tempi più brevi. Inoltre aumenta ulteriormente la durata di vita delle attrezzature: il crogiolo potrà essere sostituito ogni dieci anni anziché ogni anno. Con questa tecnica l'impianto dell'Areva potrà trattare ogni anno le scorie prodotte da 100 reattori, quasi il doppio di tutti quelli in attività in Francia.
«Il crogiolo freddo è la dimostrazione dell'intenzione da parte dell'Areva di proseguire e rafforzare la sua politica di ricerca e sviluppo per continuare a mettere l'innovazione tecnologica a disposizione dei suoi clienti», ha dichiarato il numero uno dell'Areva, Anne Lauvergeon, inaugurando l'apparato alla presenza delle autorità locali e dei rappresentanti del Commissariat à l'Énergie Atomique francese (CEA).
Paolo Gangemi
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