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ITALIA - Scorie



08-03-2012

Passera: anche i comuni italiani vorranno il deposito di scorie



Passera: anche i comuni italiani vorranno il deposito di scorie

Per la localizzazione del deposito nazionale di scorie nucleari, il confronto e l'approccio partecipativo consentiranno di superare la sindrome nimby (not in my back yard), e anzi potrebbero esserci vari comuni interessati. Ne è convinto il ministro dello sviluppo economico Corrado Passera, che ha esposto il suo pensiero intervenendo in audizione il 7 marzo alla commissione di inchiesta parlamentare sul ciclo dei rifiuti.

Secondo Passera sarà importante imparare la lezione che viene dagli errori del passato, e in particolare dall'infelice scelta di Scanzano Jonico, effettuata nel 2003 dal secondo governo Berlusconi: «L'esperienza ha dimostrato come sia stato del tutto inadeguato un approccio come quello di Scanzano, con un decreto e senza partecipazione della popolazione».

Passera propone al contrario un approccio partecipativo, già adottato da tempo nei Paesi più avanzati: il metodo, consigliato da molti esperti di comunicazione, consiste nel coinvolgere fin dall'inizio la popolazione nelle scelte riguardanti il nucleare, arrivare a decisioni condivise fra autorità, esperti e residenti, evitare manifestazioni di protesta e finalmente arrivare alla scelta più indicata da tutti i punti di vista. In questo contesto Passera ha assicurato «un'ampia consultazione pubblica, il cui esito condurrà alla versione aggiornata della carta nazionale».

In questo processo avranno il loro peso le compensazioni economiche, che andranno per il 55% al comune, per il 35% ai comuni limitrofi e per il 10% alla provincia, ma anche gli interessi legati all'indotto: per il deposito, che sarà realizzato all'interno di un parco tecnologico, sono previsti investimenti per 2,5 miliardi di euro. Perciò, ha concluso Passera, «più di un comune o più di una zona d'Italia potrebbe vedere come un'opportunità» la presenza del deposito nazionale di scorie.

L'impianto dovrà ospitare sul lungo periodo tutte le scorie radioattive provenienti dalle vecchie centrali nucleari italiane e dalle attività passate, presenti e future di medicina nucleare, industriali e di ricerca. La prima proposta di localizzazione, secondo il ministro, sarà presentata nel 2013.



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