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ITALIA - Ambiente e salute



15-03-2012

Più tumori alla tiroide in Italia, ma Cernobyl non c’entra



Più tumori alla tiroide in Italia, ma Cernobyl non c’entra

In Italia, come e più che in altri Paesi industrializzati, negli ultimi 30 anni è stato registrato un aumento significativo di casi di cancro alla tiroide. Fra le possibili cause, vista anche la concomitanza temporale, era stato ipotizzato un nesso con l'incidente di Cernobyl del 1986: un legame ora smentito da uno studio pubblicato sulla rivista Thyroid da un gruppo di ricercatori guidati da Luigino Dal Maso, del Centro di riferimento oncologico di Aviano (Pordenone).

Il cancro alla tiroide è una delle conseguenze sanitarie più importanti legate alla radioattività, e in particolare alla presenza di una sostanza radioattiva, lo iodio 131, nel latte proveniente dalle zone contaminate. Lo ricorda il rapporto "Sources and Effects of Ionizing Radiation", dello United Nations Scientific Committee on the Effects of Atomic Radiation, che contiene una sezione dedicata alla stima dei danni alla salute provocati dall'incidente di Cernobyl: "Health effects due to radiation from the Chernobyl accident".

Secondo il documento dell'ONU il danno alla salute più rilevante dell'incidente di Cernobyl, a parte i 28 morti a causa della radioattività assunta direttamente subito dopo l'incidente, è l'aumento dei casi di cancro alla tiroide nei bambini e nei ragazzi fino a 18 anni residenti nelle zone contaminate (Ucraina, Bielorussia e parte della Russia): degli oltre 6000 casi registrati, fra cui 15 mortali, buona parte si può attribuire alla radioattività presente nel latte a causa della mancanza di contromisure sanitarie adeguate e immediate.

Per quanto riguarda l'Italia, invece, diversi elementi evidenziati dalla nuova ricerca e in parte da studi precedenti indicano che in realtà la causa non è legata alla radioattività proveniente da Cernobyl: innanzitutto l'aumento dell'incidenza dei tumori alla tiroide è diffuso in tutte le fasce di età, e anzi con un picco in quelle medio-alte, mentre l'effetto della radioattività colpisce soprattutto i bambini e i giovani.

Inoltre, l'aumento della radioattività registrata in Italia nel 1986 era molto lieve: secondo Dal Maso «l'incidente di Chernobyl ha provocato in Europa un'esposizione di circa 0,3 millisievert, pari approssimativamente a un decimo dell'esposizione naturale a radiazioni ionizzanti. Quindi l'effetto delle deposizioni in Italia sull'aumento dei tumori alla tiroide può essere definito tranquillamente trascurabile».

Infine, il dato più appariscente è che l'aumento dei casi di tumore è stato maggiore proprio nelle zone d'Italia dove l'aumento della radioattività era stato minore.

Paolo Gangemi



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