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ITALIA - Ricerca
21-03-2012
Un acceleratore italiano da record
Se nel campo dell'energia nucleare l'Italia è assente dalla scena internazionale, per quanto riguarda la ricerca nucleare ha e mantiene un ruolo di primo piano a livello mondiale. Ora questa posizione è confermata da un nuovo record, che apre la strada a importanti miglioramenti nel campo dell'energia nucleare.
Il primatista è un acceleratore di particelle del tipo RFQ (Radio Frequency Quadrupole), in grado di generare fasci intensi di protoni, a loro volta usati per produrre fasci di neutroni. È stato progettato e realizzato nell'ambito del progetto TRASCO da un gruppo di ricercatori (nella foto, con lo strumento) dell'Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN), guidati da Andrea Pisent dei Laboratori nazionali di Legnaro (Padova), in collaborazione con la società Cinel strumenti scientifici.
I test condotti nel centro di ricerca nucleare di Saclay (Francia) hanno stabilito il record: hanno cioè dimostrato che l'acceleratore dell'INFN può operare stabilmente con i parametri adatti in termini di potenza di esercizio. In queste condizioni è possibile ottenere risultati analoghi a quelli dei reattori nucleari di ricerca, ma senza produzione di scorie radioattive. Valori simili erano stati raggiunti solo dall'acceleratore sperimentale americano Leda, costruito a scopi militari a Los Alamos alla fine degli anni Novanta.
Grazie a questa tecnologia si potrà semplificare l'operazione di caratterizzare le scorie nucleari: sarà cioè più facile analizzarne la composizione, e quindi più economico gestirle. Inoltre si potranno studiare i materiali usati nei futuri reattori a fusione nucleare. Infine, in futuro, sarà possibile trasmutare le scorie, riducendo la durata della loro radioattività.
Oltre all'energia nucleare, l'acceleratore RFQ potrà avere importanti applicazioni in ambito sanitario, in particolare per curare alcuni tumori (come i melanomi) con una nuova tecnica: far assorbire grandi quantità di boro alle cellule tumorali e poi colpirle con un fascio di neutroni che le distrugge, lasciando intatte quelle sane.
Paolo Gangemi
(Nessum commento.)



