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30-03-2012

Strutture cristalline e molecole a farfalla



Strutture cristalline e molecole a farfalla

La ricerca sulla gestione delle scorie nucleari ferve, e nelle ultime settimane sono state presentate due nuove ricerche per migliorarla con nuovi strumenti tecnologici: una propone una nuova tecnica per assorbire la radioattività; l'altra presenta una scoperta che permette di comprendere meglio la composizione delle scorie.

In uno studio pubblicato sulla rivista Advanced Functional Materials, un gruppo di ricercatori dell'Università americana di Notre Dame (Indiana), guidati da Thomas Albrecht-Schmitt, ha analizzato il borato di sodio 1, un composto dalla struttura cristallina (nell'immagine): la conclusione è che può essere usato in modo da assorbire le particelle radioattive, e quindi bonificare le sostanze che le contengono.

Come campione di materiale radioattivo gli studiosi hanno considerato il tecnezio 99, presente in notevoli quantità nelle scorie nucleari prodotte dalle centrali di tutto il mondo. Gli esperimenti condotti in laboratorio hanno dimostrato che il borato di sodio 1 è in grado di eliminare il 96% del tecnezio 99.

L'altra ricerca, condotta all'Università di Edimburgo (Scozia) e pubblicata sulla rivista Nature Chemistry, si è concentrata su un particolare composto dell'uranio: una molecola a forma di farfalla che finora si riteneva troppo instabile per poter durare nelle scorie nucleari.

Gli studiosi invece l'hanno ricreata in laboratorio, partendo da un composto diffuso dell'uranio e di materiali a base di azoto e carbonio: hanno così dimostrato che la molecola a farfalla è stabile e che quindi può giocare un ruolo importante all'interno delle sostanze radioattive difficili da gestire. La scoperta potrà servire per sviluppare tecniche di bonifica progettate appositamente per queste molecole.

Paolo Gangemi



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