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MONDO - Industria/economia



13-04-2012

Piccoli reattori modulari, la tendenza continua



Piccoli reattori modulari, la tendenza continua

I piccoli reattori modulari sono secondo molti il futuro dell'energia nucleare: per William McCollum, direttore della Tennessee Valley Authority americana, stanno ai reattori tradizionali come l'iPad sta ai computer portatili. E sono sempre più numerose le aziende che decidono di puntare in questa direzione.

L'iniziativa più recente è l'accordo fra due società americane per sviluppare un modello dimostrativo (nel disegno) nel centro di ricerca di Savannah River (South Carolina): l'industria nucleare NuScale Power e la NuHub, società mista pubblica e privata per l'innovazione tecnologica nel campo dell'energia nucleare.

Per l'industria americana i piccoli reattori modulari sono una grande opportunità commerciale ma anche un modo per ristabilire il proprio ruolo dominante nella ricerca nucleare, una posizione sempre più minacciata dai Paesi asiatici. Per questo il presidente Barack Obama ha annunciato uno stanziamento di 450 milioni di dollari (342 milioni di euro) per finanziare la ricerca e la commercializzazione dei piccoli reattori nucleari.

Intanto anche la Russia, fra i vari progetti per il proprio futuro nucleare, ha considerato anche i piccoli reattori modulari: il modello SVBR-100, progettato a partire dai reattori usati per la propulsione dei sottomarini atomici, è in corso di sviluppo da parte del consorzio AKME-Engineering, una joint venture al 50% fra la società nucleare statale Rosatom e la Irkutskenergo, industria del gruppo russo En+. Il primo modello dimostrativo da 100 MW è previsto per il 2017, per un investimento totale di 16 miliardi di rubli (413 milioni di euro).

I principali vantaggi rispetto ai reattori tradizionali sono una maggiore sicurezza, un costo minore e una grande flessibilità: una caratteristica che li rende ideali per località in cui non servono grandi centrali. Sono chiamati modulari perché possono essere affiancati l'uno all'altro per ottenere la potenza desiderata, con la possibilità di aggiungerne altri in qualsiasi momento in caso di maggiore richiesta: un impianto basato sul modello di Savannah River può andare da un minimo di 45 MW (la potenza unitaria di un piccolo reattore modulare) a un massimo di 540 MW.

Paolo Gangemi



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