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MONDO - Energia



17-04-2012

Emirati Arabi a ritmi “cinesi”



Emirati Arabi a ritmi “cinesi”

Se la Cina costruisce un reattore dopo l'altro, anche gli Emirati Arabi Uniti, su scala ridotta, stanno portando avanti in tempi record il loro programma nucleare in collaborazione con la società coreana Korean Electric Power Company (Kepco).

A marzo l'autorità regolatoria nucleare degli Emirati e l'Agenzia per l'ambiente di Abu Dhabi hanno approvato la richiesta dell'Emirates Nuclear Energy Corporation (Enec) per ulteriori lavori preparatori (nella foto) nella località di Braka, prescelta come sito per la prima centrale: la costruzione dei reattori potrà iniziare nel luglio 2012.

Addirittura, in base alla nuova tabella di marcia, i reattori saranno pronti in anticipo: la nuova data prevista per l'inizio delle attività è luglio 2017, quattro mesi prima del previsto. La differenza rispetto all'Europa, dove i cantieri di Flamanville (Francia) e Olkiluoto (Finalndia) sono in ritardo sui tempi, è dovuta in parte alla rapidità delle pratiche autorizzative degli Emirati, in parte alla diversa tecnologia: i reattori coreani, del modello APR 1400 da 1400 MW ciascuno, sono già ampiamente sperimentati, mentre quelli di Flamanville e Olkiluoto sono i primi del modello EPR di terza generazione avanzata.

Inoltre il programma nucleare degli Emirati è favorito dall'ampio consenso della popolazione: un sondaggio condotto nel 2011 ha rivelato che due cittadini su tre sono favorevoli alla costruzione delle centrali.

Sulla base di questi dati ottimisti, la Kepco guarda avanti, e progetta di raddoppiare: nel 2013 avvierà i colloqui per realizzare negli Emirati altri 4 reattori, che si andrebbero a sommare ai 4 già previsti dal bando di gara, aggiudicato nel dicembre 2009 alla Kepco per oltre 15 miliardi di euro.

Mauwa Lauro



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