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ITALIA - Formazione/comunicazione



19-04-2012

Il nucleare è ancora una risorsa per l’Italia



Il nucleare è ancora una risorsa per l’Italia

Il referendum del 2011 ha bloccato la costruzione di nuove centrali nucleari sul territorio italiano, ma l'energia nucleare è ancora una risorsa per l'Italia: per questo è importante fare tesoro delle conoscenze acquisite e non disperderle.

Lo hanno riaffermato i partecipanti alla conferenza internazionale "Atoms for peace 2012", organizzata a Roma dal 16 al 18 aprile dalla Flaei/Cisl in collaborazione con il sindacato mondiale dei lavoratori del nucleare (Wonuc), l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Iaea), l'Istituto per il management della conoscenza nel nucleare (Nkmi) e lo European Law Institute.

«L'Italia non può restare marginale nel campo del nucleare civile, che non è solo quello di produzione di energia e delle centrali italiane da dismettere, bensì quello della ricerca e della sanità, conoscenze e competenze avanzate che ci devono tenere al passo con i Paesi leader», ha dichiarato Carlo De Masi, segretario generale della Flaei/Cisl.

Materiali e tecnologie nucleari sono usati in Italia per la ricerca scientifica e gli usi sanitari, per non parlare delle importanti ricadute industriali: principalmente la Sogin, incaricata della dismissione degli impianti nucleari e della gestione delle scorie radioattive, e l'Enel, che gestisce 11 reattori nucleari commerciali fra Spagna e Slovacchia. L'Enel ha oltre 3800 specialisti impegnati nelle centrali nucleari, e oltre 150 ingegneri specializzati nella progettazione e nella realizzazione di nuovi impianti; d'altra parte i 900 lavoratori della Sogin sono «il più significativo presidio di competenze professionali, in Italia, nella gestione dei rifiuti radioattivi e nella bonifica ambientale degli impianti nucleari», come ha affermato Carlo Meazzi, segretario nazionale della Flaei/Cisl. Inoltre le importazioni di energia elettrica prodotta con nucleare (soprattutto dalla Francia) coprono circa il 16% del fabbisogno elettrico italiano.

La forte connotazione sindacale della conferenza ha portato a un'altra conclusione importante: proprio i sindacati sono garanti della sicurezza nucleare, come avviene negli Stati Uniti. «La sicurezza è prioritaria e le misure sono continuamente implementate in un'ottica di stretta collaborazione con i sindacati», ha spiegato Bill Riley, rappresentante del sindacato americano International Brotherhood of Electrical Workers (Ibew). Anche in Italia, secondo Meazzi, «il sindacato si propone come attore, per diffondere questa nuova cultura, e come strumento di controllo e garanzia delle politiche sulla sicurezza, a partire da quella nucleare».



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Commenti (4). Pagina 1 di 1


Adrian

8:19pm - Thursday, 19 July 2012

Giusto Michele! Proprio cosí.

michele

7:18am - Wednesday, 11 July 2012

Ho sempre creduto nel nucleare ed ora piu' di prima. Insostenibile e ingorante e' la scelta di sfruttare centrali termiche convenzionali avendo a disposizione la tecnologia a zero emissioni nucleare. La storia delle scorie e' una tiritera di ipocriti e falsi ambintalisti che non raccontano tutta la verita'. Il nucleare pacifico e' essenziale per la convivenza di un popolo sulla terra e con esso mi auguro venga introdotto al piu' presto il sistema di sostenibilita' elettrico e ridotto ai minimi termini l'utilizzo del petrolio. Le rinnovabili purtroppo da sole non riescono a sostenere il carico che si chiede a loro e quindi il supporto deve arrivare dall'idroelettrico e da nucleare.

Adrian

4:22pm - Wednesday, 13 June 2012

Ma per piacere.

giggi

4:33pm - Sunday, 22 April 2012

Basta con questa storia del nucleare!
È una scelta pericolosa e insostenibile economicamente.



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