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MONDO - Industria/economia



23-04-2012

I costi per la Svizzera



I costi per la Svizzera

Quanto costa la rinuncia all'energia nucleare? La Germania, prima economia europea, si sta preparando ad affrontare costi altissimi, ma anche la Svizzera, nel suo piccolo, sta facendo i conti.

Secondo il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC), «l'abbandono graduale dell'energia nucleare è possibile e che le sue ripercussioni economiche sono contenute». Il totale stimato però non appare contenuto: 30 miliardi di franchi (25 miliardi di euro) fino al 2050, in base ai modelli di calcolo elaborati dallo stesso DATEC. A questa cifra inoltre andranno aggiunti i costi per la trasformazione e l'ampliamento della rete elettrica.

La manovra fa parte del pacchetto di misure per la strategia energetica nazionale al 2050, che sarà inserito in un disegno di legge e dibattuto nell'estate del 2012. Per raggiungere gli obiettivi, riconosce il DATEC, sarà necessario modificare entro il 2050 l'intero sistema di approvvigionamento energetico della Svizzera.

Oggi la Svizzera dispone di 5 reattori nucleari (nella cartina), che in tutto soddisfano il 40% del fabbisogno elettrico nazionale. Nel 2011 il Parlamento e il Consiglio federale (cioè il governo) hanno deciso l'addio al nucleare che però, a differenza della Germania, sarà graduale: gli impianti attualmente in funzione non saranno spenti in anticipo rispetto alla loro scadenza, ma non saranno rimpiazzati quando finirà la loro attività. Perciò il primo reattore della centrale di Beznau sarà il primo a fermarsi, nel 2019, mentre l'ultimo reattore, quello di Leibstadt, sarà spento nel 2034. Inoltre, in base ai provvedimenti adottati, la Svizzera potrà riprendere in considerazione l'energia nucleare quando saranno disponibili tecnologie di nuova generazione.

Mauwa Lauro



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