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26-04-2012

Cernobyl 26 anni dopo



Cernobyl 26 anni dopo

A 26 anni dalla notte fra il 25 e il 26 aprile 1986, il governo ucraino vuole iniziare il ripopolamento della cosiddetta "Zona di esclusione" intorno alla centrale di Cernobyl, evacuata in seguito all'incidente.

Vladimir Kholosha, presidente dell'Agenzia nazionale per la Zona di esclusione, ha dichiarato ufficialmente che «la maggior parte delle città possono funzionare senza restrizioni legate alla radioattività»: lo dimostrano le indagini condotte nel 2011 in 2155 delle 2293 località interessate. Secondo Kholosha i livelli di radioattività sono scesi in misura significativa a causa del passare del tempo, dei processi naturali e delle contromisure prese.

In realtà c'è un'altra considerazione fondamentale: la severità con cui è stata individuata la Zona di esclusione. Sono state considerate impraticabili le aree dove i livelli di radioattività dovuti alla centrale superavano la soglia di 1 millisievert all'anno, in aggiunta ai 2,4 millisievert all'anno a cui la popolazione è esposta in media per fattori naturali. Di conseguenza i provvedimenti restrittivi hanno riguardato un'area molto vasta e centinaia di migliaia di persone. Per fare un confronto, la zona attualmente preclusa al pubblico intorno alla centrale di Fukushima è stata individuata in base alla soglia di sicurezza di 20 millisievert all'anno.

Secondo il primo ministro Mykola Azarov, il ripopolamento è anche un'occasione di sviluppo economico, e anzi l'unica possibilità per alleviare lo stato di povertà cronica che affligge la regione.

La decisione del governo ucraino si basa anche sull'esempio della Bielorussia, che nel 2010 ha avviato un programma pluriennale per promuovere la ripresa di attività economiche basilari nelle zone evacuate.

Paolo Gangemi



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