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Il nucleare è un’opportunità per l’industria italiana, soprattutto nel Nord
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MONDO - Industria/economia
05-07-2010
Un affare da 600 miliardi nei prossimi 20 anni

Il giro d'affari dell'energia nucleare in tutto il mondo arriverà nei prossimi 20 anni alla cifra di 600 miliardi di euro. Lo ha affermato Alberto Ribolla, presidente di Energy Cluster e Coordinatore del Club dei 15 di Confindustria, nel corso del seminario "Nucleare: qualifica delle imprese", organizzato il 2 luglio al Politecnico di Milano dalla Fondazione EnergyLab in collaborazione con Enea.
Marco Ricotti, della Divisione Energia Nucleare del Politecnico di Milano, ha specificato i numeri in gioco: attualmente, in tutto il mondo, sono in fase di progettazione e costruzione 57 impianti nucleari, altri 130 sono pianificati e 250 proposti.
L'Italia non può restare esclusa da questo affare: «L'opzione nucleare ci consentirà di produrre energia elettrica a costi bassi e stabili», ha dichiarato il sottosegretario all'Energia Stefano Saglia, secondo cui non è in opposizione alle energie rinnovabili, anzi: «Una volta in produzione, permetterà di bilanciare gli incentivi a quelle fonti rinnovabili che non avranno ancora raggiunto le condizioni di equilibrio economico al di fuori del sistema di incentivi pubblici».
L'energia nucleare è più sicura delle altre, ha aggiunto il commissario Enea Giovanni Lelli, ricordando alcuni incidenti recenti: quello di Viareggio per il gas, il disastro del Golfo del Messico per il petrolio e le centinaia di persone morte nelle miniere di carbone. L'Enea, ha assicurato Lelli, metterà «a disposizione delle imprese operanti nel settore gli impianti e le competenze (alcuni dei quali unici in Italia e tra i pochi in Europa) per la qualificazione dei sistemi e dei componenti».
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