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MONDO - Ambiente e salute



17-05-2012

Non è nociva la radioattività in dosi 400 volte superiori a quella naturale



Non è nociva la radioattività in dosi 400 volte superiori a quella naturale

Essere esposti a dosi di radioattività basse, pari a 400 volte quella naturale, non comporta un danno per la salute, neanche se l'esposizione è prolungata.

Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT), guidato da Bevin Engelward e Jacquelyn Yanch, che ha descritto i propri risultati in uno studio pubblicato sulla rivista Environmental Health Perspectives e intitolato "Integrated molecular analysis indicates undetectable DNA damage in mice after continuous irradiation at ~400-fold natural background radiation".

Finora l'ipotesi più diffusa era che la radioattività, anche in piccole dosi, provocasse danni alla salute. Dato che questi danni, anche se reali, non erano immediatamente evidenti, per valutarli si ricorreva a un metodo indiretto: si consideravano i danni noti delle dosi alte e, con aggiustamenti di scala, si desumevano le stime sulle basse dosi.

Ora però gli scienziati del MIT hanno voluto effettuare un'osservazione diretta, che hanno eseguito con un esperimento condotto su topi di laboratorio. Un primo gruppo di topi è stato esposto a una dose alta di radioattività (l'equivalente di 105 millisievert per un essere umano). Un secondo gruppo è stato esposto alla stessa quantità totale di radioattività ma in dosi piccole e costanti, in un arco di cinque settimane: una dose bassa, pari a 400 volte la radioattività naturale. Il terzo gruppo invece è stato esposto solo alla radioattività naturale.

Gli studiosi hanno poi analizzato cellule prelevate dal sangue, dal midollo osseo, dalla milza e dal pancreas dei topi. E i risultati sono chiari: i danni al dna dei topi esposti alle basse dosi non mostravano differenze significative rispetto a quelli esposti alla sola radioattività naturale.

Queste conclusioni smentiscono l'ipotesi considerata valida finora, secondo cui la radioattività è dannosa anche in piccole dosi, e al contrario suggeriscono l'esistenza di una soglia al di sotto della quale non si registrano danni. Lo studio apre la strada a ulteriori ricerche, che potrebbero portare a riesaminare le attuali norme di sicurezza basate sulle vecchie stime.

Paolo Gangemi



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