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MONDO - Ambiente e salute



24-05-2012

Fukushima: saranno minimi gli effetti sulla salute



Fukushima: saranno minimi gli effetti sulla salute

Anche sul lungo periodo saranno minime le conseguenze dell'incidente di Fukushima sulla salute della popolazione. E questo vale sia per i tecnici che hanno lavorato nella centrale, sia i residenti delle zone circostanti. Lo affermano due studi indipendenti, citati dalla rivista Nature e condotti rispettivamente dallo United Nations Scientific Committee on the Effects of Atomic Radiation (Unscear) e dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

La prima ricerca ha preso in considerazione i dati clinici (anonimi) di 20.115 lavoratori della Tokyo Electric Power Company, che gestiva la centrale e ha condotto le operazioni dopo l'incidente. I risultati sono rassicuranti: solo 167 tecnici sono stati esposti a una dose di radioattività superiore a 100 millisievert, la soglia al di sopra della quale si registra un lieve aumento nel rischio di tumori alla tiroide e di leucemie. Per sei di loro la dose ha superato i 250 millisievert e per due i 600 millisievert, a causa della mancata assunzione di pillole di iodio per prevenire l'assorbimento delle sostanze radioattive.

Finora nessuno dei tecnici ha fatto evidenziare danni alla salute legati alla radioattività, ma anche in futuro un eventuale aumento del numero dei casi di tumore sarà impercettibile. E se anche alcuni di questi lavoratori si ammaleranno di cancro, la causa non sarà necessariamente la radioattività di Fukushima. Le previsioni sono in accordo con i dati sull'incidente di Cernobyl, dove i tecnici erano stati esposti a livelli di radioattività molto più alti: solo lo 0,1% dei 110.000 lavoratori contaminati hanno sviluppato una leucemia, e non tutti a causa dell'incidente.

Lo studio dell'OMS ha riguardato invece 140.000 abitanti della zona intorno alla centrale, prendendo in esame la radioattività a cui possono essere stati esposti per mezzo dell'aria, dell'acqua o del cibo. La conclusione è che la maggior parte di loro è stata esposta a dosi di molto basse, al di sotto dei 10 millisievert.

In teoria, in base allo studio, i bambini della località di Namie potrebbero aver ricevuto dosi più alte, dell'ordine dei 100-200 millisievert, ma le misurazioni effettuate su 1080 bambini hanno registrato in tutti loro livelli al di sotto dei 50 millisievert.

«In circostanze normali il 40% della popolazione si ammala di tumore nel corso della vita», ha commentato David Brenner, radiologo della Columbia University di New York, secondo cui è impossibile che questa percentuale possa aumentare a causa dell'incidente.

Paolo Gangemi



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