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MONDO - Scorie
06-07-2010
È la resurrezione di Yucca Mountain?

Sul sito di Yucca Mountain (Nevada) non è detta l'ultima parola: il progetto del deposito unico per le scorie radioattive americane, bocciato ufficialmente all'inizio di marzo, potrebbe essere vicino a una clamorosa resurrezione.
Secondo l'Atomic Safety and Licensing Board (ASLB) della Nuclear Regulatory Commission, infatti, la decisione contraria al progetto non sarebbe valida. L'ASLB ha dichiarato che il Dipartimento dell'energia, che si era pronunciato contro Yucca Mountain, non avrebbe il diritto di opporsi a una disposizione del Congresso: «Finché il Congresso non decide altrimenti, il Dipartimento dell'Energia non può cambiare unilateralmente il processo decisionale».
Il progetto del sito unico era stato approvato dal Congresso con il Nuclear Waste Policy Act del 1982. Da allora, però, le polemiche hanno bloccato il progetto, malvisto anche dal presidente Barack Obama, che si era dichiarato contrario già nella campagna elettorale del 2008. Più recentemente, il 29 gennaio 2010, il segretario all'energia scelto da Obama, Steven Chu, ha nominato un comitato per valutare le possibili alternative.
A favore della scelta di Yucca Mountain si sono schierati invece la National Association of Regulatory Utility Commissioners, il Nuclear Energy Institute, lo Stato di Washington, il South Carolina, la contea di Aiken e sei contee del Nevada.
La parola tocca ora di nuovo al Dipartimento dell'energia, che nel maggio 2009 aveva tagliato tutti i fondi per il progetto: se i lavori dovranno riprendere, saranno necessari anche nuovi stanziamenti.
(Nessum commento.)



