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MONDO - Scorie
04-06-2012
Collaborazioni internazionali per smaltire il plutonio inglese

Il reattore a neutroni veloci Prism (Power Reactor Innovative Small Module, nel disegno), sviluppato dal gruppo General Electric-Hitachi, potrebbe essere la soluzione per smaltire il plutonio prodotto dalle centrali nucleari britanniche.
Per questo la GE-Hitachi ha sottoscritto nelle ultime settimane due accordi importanti: il primo, il 4 aprile, con il National Nuclear Laboratory britannico, e il secondo, il 29 maggio, con l'Università di Manchester. Le nuove collaborazioni puntano a potenziare la ricerca, con lo scopo di costruire di due reattori Prism da 300 MW in grado di eliminare il plutonio.
Attualmente il sito di Sellafield ospita 87 tonnellate di plutonio, prodotte dagli anni Cinquanta agli anni Novanta, ma si stima che il totale salirà a 140 tonnellate nel 2018. Nel dicembre 2011 il governo di Londra ha confermato l'intenzione di riutilizzare il plutonio anziché immagazzinarlo in un deposito definitivo, ma ha lasciato la strada aperta a tutte le opzioni tecnologiche.
Il reattore Prism è una di queste possibilità, e secondo la GE-Hitachi è la più indicata: usa il plutonio come combustibile per produrre energia elettrica. Un altro lato positivo consiste nel fatto che le scorie prodotte dal Prism non sono adatte a scopi bellici. Secondo la GE-Hitachi, il costo di un reattore Prism è paragonabile a quello di un grande reattore convenzionale.
I reattori a neutroni veloci sono stati già presi in considerazione, e alcuni modelli sperimentali sono stati costruiti in vari Paesi. Però, avverte un articolo pubblicato sulla rivista Scientific American, non hanno avuto un grande successo e questa strada è stata più volte intrapresa e poi abbandonata. La GE-Hitachi e gli enti di ricerca inglesi coinvolti sono convinti che il modello Prism, ancora in fase di sviluppo, sia adatto a superare gli ostacoli incontrati finora.
(Nessum commento.)



